17 ottobre 2021

Conegliano

“Valdobbiadene dentro, Conegliano fuori. NO!”

La candidata Francesca Di Gaspero rivendica il ruolo di Conegliano

| Margherita Zaniol |

| Margherita Zaniol |

Francesca Di Gaspero

CONEGLIANO - “In una settimana a Valdobbiadene la visita del Ministro del MIUR per il Festival dell'istruzione scolastica e la presentazione della sede del Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene in una meravigliosa villa veneta, annunciando oltretutto il ritorno a Valdobbiadene della Mostra Nazionale degli Spumanti. Questo a Valdobbiadene! Ma Conegliano? Sta a guardare? Cosa ha fatto il nostro Sindaco Chies decaduto nello scorso novembre? Quali relazioni e quali vantaggi ha portato il suo operato alla città? E il nostro Presidente della Regione - che ora sostiene il Candidato della Lega – non ha a cuore Conegliano?”: Queste sono le domande che si pone Francesca Di Gaspero, candidato Sindaco per le liste Noi Democratici e Progettiamo Conegliano.

“Conegliano resta a guardare ed a subire scelte che sembrano già prese da tempo e spostano lontano, verso la pedemontana, il baricentro dell’area Unesco. Nulla è stato fatto per impedirlo, anzi parevano tutti d’accordo. Certi treni passano ma si fermano una volta sola”: conclude Di Gaspero. Sul tema interviene anche Alessandro Bortoluzzi, già capogruppo del Partito Democratico.

“Conegliano deve ritagliarsi il ruolo di Hub della Conegliano Valdobbiadene. Dobbiamo essere al centro del sistema Prosecco e del sistema UNESCO, perché abbiamo fatto la storia del vino e lo abbiamo fatto conoscere nel mondo. Una nobile storia che parte da lontano, dagli studi della più antica Scuola Enologica d'Italia e dal lavoro di persone come il dott. Carpenè, che inventò già dal 1868 il Prosecco "moderno". Qui ci sono anche il Crea e la sede del Museo Manzoni dedicato all’agronomo che inventò i celebri incroci che portano il suo nome – afferma Bortoluzzi -. Senza dimenticare il patrimonio culturale e paesaggistico e le infrastrutture per la sua fruizione da parte del grande pubblico. Invece di far valere le nostre potenzialità stiamo a guardare, ora è serio il rischio di restare ai margini. Se non cambiamo passo alla svelta della grande opportunità data dal riconoscimento Unesco non raccoglieremo nemmeno le briciole”.

 


| modificato il:

Margherita Zaniol

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