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07 dicembre 2021

Vittorio Veneto

“Uscivo anche io a fare i controlli, ma dico no alle armi”

Dopo i fatti di Voghera, l’intervista all’ex vice sindaco in quota Lega Giovanni Braido, anche lui avvocato ed (ex) assessore come Adriatici

| Roberto Silvestrin |

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| Roberto Silvestrin |

Giovanni Braido

VITTORIO VENETO - Legittima difesa, porto d’armi, dinamica dell’evento: il “caso” della morte di Youns El Boussetaoui, 39enne marocchino senza fissa dimora, sta facendo discutere. Il colpo è partito dalla pistola che Massimo Adriatici, assessore autosospeso del comune di Voghera, aveva con sé. La vicenda ha inevitabilmente risollevato il dibattito sulle armi e sulla sicurezza.

 

Abbiamo chiesto a Giovanni Braido, ex vice sindaco di Vittorio Veneto in quota Lega, un parere sulla vicenda: anche lui, come Adriatici, è un avvocato, ed è stato assessore durante il mandato di Giancarlo Scottà.

 

Cosa pensa del “caso” di Voghera?

Fondamentalmente sono contrario alla pratica di portare delle armi con sé, perché ti spinge ad usarle. In generale sono contrario all’uso delle armi.

 

Lei che cosa avrebbe fatto?

Avrei cercato di reagire in un altro modo. Avrei reagito sicuramente, non sarei stato lì a telefonare… Bisogna considerare, però, anche la proporzionalità: con un pugno ricevuto, infatti, la paura ti porta a reagire in qualche modo. Il pugno potrebbe avergli fatto perdere il contatto cognitivo-ambientale, la paura potrebbe aver fatto il resto. Potrebbe essere anche assolto... Comunque uscivo anche io a fare i controlli durante il mio mandato.

 

E la questione del porto d’armi?

Non è legata ad una carica istituzionale. Nessuno impedisce ad un privato cittadino di richiedere il porto d’armi. Serve, ovviamente, il permesso rilasciato dal prefetto.

 

Il tema della sicurezza a 360 gradi è finito nuovamente sotto i riflettori dopo i fatti di Voghera…

Sì, la vittima aveva degli ordini di espulsione. Si tratta quasi di un reato impossibile: il primo imputato dovrebbe essere lo Stato, che non ha espulso il 39enne.

 


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Roberto Silvestrin

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