23 settembre 2020

Oderzo Motta

“Strumentalizzazioni politiche sul nulla”: la replica di Benazzi sulla ventilata chiusura del punto nascite a Oderzo

La reazione dell’Ulss 2 non si è fatta attendere rispetto a quanto affermato dai candidati consiglieri regionali Giulia Tonel e Claudio Beltramello

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

Ospedale di Oderzo

ODERZO – L’Ulss 2 relativamente al comunicato stampa del Pd “La volontà di chiudere il Punto Nascita di Oderzo è semplicemente una follia. Zaia e Benazzi la smettano di smantellare servizi dell’Ulss 2 ottimamente funzionanti”, precisa quanto segue: “Le presunte dichiarazioni del direttore generale, Francesco Benazzi, contenute in un articolo pubblicato da un quotidiano locale domenica 19 luglio e relative alla chiusura del Punto Nascita di Oderzo non sono mai esistite: esse sono state smentite il giorno stesso dal direttore generale dell’Ulss 2 e dallo stesso quotidiano il giorno successivo”.

Sulla questione interviene anche il direttore generale Benazzi: “Evidentemente la campagna elettorale deve aver ingenerato un fenomeno di “lettura selettiva” nei due esponenti del Pd, Giulia Tonel e Claudio Beltramello. Non mi spiego altrimenti il fatto che abbiano prontamente recepito la “falsa notizia” della chiusura e abbiano, invece, totalmente ignorato l’immediata quanto netta smentita. Il comunicato del Pd – prosegue Benazzi – al di là delle considerazioni su dichiarazioni che non ho mai fatto, contiene una serie di affermazioni destituite di qualsiasi fondamento, che non tengono minimamente conto né del fatto che il Presidente Zaia ha sempre fermamente ribadito la volontà di mantenere tutti gli attuali Punti Nascita del Veneto né dei costanti interventi di potenziamento che hanno caratterizzato, in questi anni, la sanità di Marca”.

Benazzi sul Punto Nascita di Oderzo, quindi precisa che: “E’ vero che nell’Ulss 2 nei primi cinque mesi del 2020 abbiamo registrato, analogamente a quanto avvenuto a livello nazionale, una riduzione delle nascite ma non ho mai fatto le affermazioni che mi vengono attribuite nell’articolo relativamente al futuro del Punto Nascita dell’Ospedale di Oderzo, per il quale non è in alcun modo previsto l’accorpamento con Treviso. Oderzo ha registrato, da gennaio a maggio, 277 nascite contro le 356 dello scorso anno: considerato che solitamente si registra un incremento nella seconda parte dell’anno ci aspettiamo di chiudere il 2020 con circa 800 parti, numero che non mette minimamente in discussione la sua permanenza, considerati i parametri fissati a livello ministeriale.

Ricordo poi che, analogamente a Vittorio Veneto, Oderzo serve una zona “di confine” ed è attrattivo nei confronti di donne provenienti anche da comuni, province e regioni limitrofe. Ancora, l’Ostetricia di Oderzo rappresenta un elemento di attrattività per la presenza di un validissimo Centro di Procreazione Medicalmente Assistita che effettua annualmente oltre 300 cicli di fecondazione assistita (di I e II livello) e vanta, anche, una lunga tradizionale nell’ambito del parto senza dolore, essendo strato il primo, tra i nostri Punti Nascita, a proporre la partoanalgesia. Per noi, dunque, così come per le future mamme del nostro territorio e non solo, Oderzo rappresenta un punto di riferimento che non è, alla luce dell’attuale situazione, minimamente in discussione. Il nostro auspicio in un contesto in cui, lo ribadisco, nessuno dei nostri Punti Nascita è in discussione, è che la seconda parte dell’anno faccia registrare un incremento delle nascite a Oderzo così come, anche, negli altri nosocomi”.

 

ANTEFATTO
Questo il comunicato stampa contestato dall’Ulss

In merito alle dichiarazioni del Direttore Generale dell’Usl 2, dottor Benazzi -spiega Giulia Tonel -, consigliere comunale di opposizione e candidata alle prossime elezioni Regionali nelle file del PD - voglio sottolineare come accentrare il punto nascita di Oderzo nel polo hub di Treviso porterà le famiglie dell’opitergino mottense a rimanere prive di un fondamentale punto di riferimento per neo-mamme. La maternità di Oderzo è di altissima qualità ed ha superato gli 800 parti nel 2019. L’assistenza al parto fisiologico deve essere un servizio di prossimità. L’accentramento di troppi parti in un’unica grande struttura non fa bene né ai parti fisiologici né ai parti che necessitano effettivamente di strutture di terzo livello con patologie neonatali avanzate. Contare su Treviso è molto diverso che trasferire tutto a Treviso. Inoltre questa chiusura porterebbe molte delle nostre mamme a scegliere maggiormente i servizi che vengono offerti dalla città di Pordenone (ospedale civile e policlinico) in quanto più facile e veloce da raggiungere (33 km tra Oderzo e Pordenone, solo 3 in più rispetto a Treviso). Dal momento che per evitare fughe fuori dal Veneto si mantengono aperti punti nascita molto più piccoli di Oderzo proprio non si capisce perché debba essere chiuso il nostro punto nascita. Inoltre ricordiamo a Zaia che questo è un territorio che ha già dovuto rinunciare a molti servizi a causa dei tagli fatti in precedenza: noi cittadini dell’opitergino mottense ci batteremo con forza contro questa proposta di accorpamento”.

“E’ l’ennesima dimostrazione che Zaia sta andando avanti come un rullo compressore nei suoi piani di sciagurato smantellamento dei servizi dell’ULSS2 – conclude Claudio Beltramello, coordinatore del gruppo Sanità del PD regionale e anch’egli candidato alle elezioni regionali- . Zaia obbliga pure il Direttore Generale a dire cose non vere perché la soglia minima indicata dall’OMS è di 500 parti all’anno, non 1000, e quindi Oderzo (come anche Castelfranco citato dall’articolo sono ben al di sopra). Peraltro sopra i 1000 in questo momento in tutta l’ULSS 2 resterebbero solo Montebelluna e Treviso. Zaia si prepara a chiudere anche la maternità di Conegliano che ne fa 900? La situazione è davvero paradossale: invece di utilizzare la situazione di emergenza COVID (e conseguente aumento di fondi per la Sanità) per aumentare posti letto e servizi come già si sta discutendo al Ministero della Sanità, lui utilizza la sua presunta condizione di invincibilità per smantellare tutto”.

 


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Ingrid Feltrin Jefwa

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