26 settembre 2020

Treviso

“Stiamo svendendo per pochi spiccioli la nostra democrazia”

È quanto afferma il cantautore trevigiano Alberto Cantone sul prossimo referendum

| Maria Elena Tonin |

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| Maria Elena Tonin |

“Stiamo svendendo per pochi spiccioli la nostra democrazia”

TREVISO - "Voterò No convinto, senza, tuttavia, farne una battaglia di religione, come si sta facendo." Questa la posizione decisa di Alberto Cantone, cantautore trevigiano, che ha messo in musica e parole la "viandanza" dell'uomo e ha accolto la nostra richiesta di provare a costruire un contesto attorno al Referendum, ormai prossimo.

 

"Anche in queste elezioni si allarga la base degli indecisi, coloro che non hanno idee politiche chiare e sopratutto sono elettori non formati, in cui ha molta presa l'ascendente carismatico del "personaggio" del momento e non le idee sottese, quando ci sono." Effetti di un processo di disaffezione e allontanamento dalla politica che dura da decenni e di una politica "demagogica e inefficace" i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti.

 

"Il referendum e la purtroppo probabile vittoria del "Sì" è l'ennesima illusione per il cittadino che spera di vedere tornare indietro in forma di servizi pubblici, i costi di una politica che non dà risposte". Cantone non ha mezze misure: "Credo che molta gente si sia informata ricorrendo in particolar modo a fonti di informazioni per così dire, informali, come l'influencer preferito, ma, e questa è la cosa più grave, cercando in quello che leggevano di trovare solo conferme alle proprie idee."

 

Cantone parla senza peli sulla lingua di "schieramenti isterici": anche alla folla fu dato da scegliere tra Barabba e Gesù. Questa è ancora oggi la politica. "Molta gente andrà a votare pensando di abbattere i privilegi degli appartenenti alla casta, di ridurre le spese del parlamento e qualcuno probabilmente lo fa pensando che questi soldi finiranno direttamente nei conti correnti dei cittadini, compreso il proprio.

 

Invece stiamo svendendo per pochi spiccioli (questo è a conti fatti il risparmio che porterà) la nostra democrazia. Una proposta priva di afflato costituzionale, che altera l'equilibrio tra le istituzioni e penalizza aree regionali, sociali ed interessi che già oggi fanno fatica a trovare voce. Pensiamo alla Pedemontana del Grappa se parliamo di territorio, ma stesso discorso vale ad esempio per le professioni, in campo economico.

 

La questione della rappresentanza è complessa, deve essere il più ampia possibile, pur essendo consci che non potremmo mai rappresentare tutti. La vittoria del si, la renderebbe ancora più fragile la democrazia, ma soprattutto, come possiamo davvero credere che questa "riforma" vada davvero contro gli interessi di chi l'ha proposta?"

 


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Maria Elena Tonin

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