19 giugno 2021

Treviso

“Space Candy”, l’artista trevigiano Lorenzo Maria Monti espone a Palazzo Bomben

La visita è guidata dallo stesso artista e durerà fino a venerdì 14 maggio

| Manuel Trevisan |

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| Manuel Trevisan |

L'opera Space Candy

TREVISO – A Treviso, una delle città artistiche per eccellenza, si torna a respirare aria di Arte e Cultura con l’esposizione della prima opera del progetto “Space Candy” dell’artista trevigiano Lorenzo Maria Monti.

L’opera d’arte è fruibile fino al 14 maggio (su prenotazione: info@lorenzomariamonti.it) presso la meravigliosa cornice di Palazzo Bomben della Fondazione Benetton Studi Ricerche. A guidare la visita è lo stesso artista Lorenzo Monti.

Con lui abbiamo parlato del progetto.

Da dove nasce l’idea di questa esposizione?

“Nell’ultimo periodo non ho avuto la possibilità di esporre le opere che ho creato, così ho deciso di organizzare questa preview di una delle tre opere del trittico Space Candy. Sono contento di farlo nella mia Terra natale, alla quale sono particolarmente legato. Per omaggiarla ho deciso di utilizzare solo materiali locali. L’opera rappresenta una dimensione parallela in cui il fruitore può perdersi per regalarsi qualche istante di riflessione e meditazione”.L'artista Lorenzo Maria Monti con la sua opera Space Candy

Cosa significa Palazzo Bomben per un artista trevigiano?

“Essere al centro della mia Città è una cosa che mi riempie d’orgoglio. Questo palazzo racconta la storia di Treviso: c’è una parte antica in cui ci sono affreschi del ‘500 e una più moderna ristrutturata a seguito dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. Mi piace molto il contrasto che si viene a creare tra le mie opere che sembra arrivino da un altro pianeta e l’antichità della struttura”.

Cosa dà in più l’esperienza della visita guidata direttamente dall’artista?

“È un bel momento di confronto. Nelle visite cerco di non influenzare mai il giudizio del fruitore, preferisco possa farsi un’idea per capire cosa pensa e quali sensazioni la mia arte smuove in loro. Solo poi intervengo per raccontare cosa ci vedo io”.

Come hai vissuto questo momento di chiusura?

“Devo dire che per me il lockdown è stato un periodo prolifico, ciò che più mi è mancato è stato il confronto con il fruitore. È questo il fine ultimo del mio lavoro: comunicare qualcosa. Quando non avviene questo scambio reciproco è mortificante”.

 


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Manuel Trevisan

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