31 ottobre 2020

Treviso

“Scuole e negozi chiusi, ma il governo programma la ripartenza del gioco d’azzardo: inaccettabile”

Barazza: "Il gioco e l’azzardo sono tutt’altro che attività essenziali, anzi comportano numerosi rischi di carattere sia sociale sia sanitario"

| Isabella Loschi |

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Mariarosa Barazza

TREVISO – I sindaci dei comuni della Marca sono delusi e arrabbiati per le decisioni prese dal governo per far ripartire il Paese. Per molti la Fase2 è ancora troppo simili alla Fase 1 e di fatto non permette a molte attività del mondo del commercio e artigiano di poter ripartire in sicurezza. Per molti, come ha sottolineato il sindaco di Treviso, Conte, non c’è più tempo per aspettare.

L’Associazioni dei Comuni della Marca sale sulle barricate e sottolinea una grande contraddizione destinata a far discutere. Da ieri infatti e con successive tappe il 4 e l’11 maggio, riparte l’industria del gioco e dell’azzardo in Italia, tema su cui i comuni trevigiani si battono da anni.

“Mentre il Governo decreta di non riaprire le scuole e annuncia di lasciar chiuse alcune categorie di imprese fino a giugno, senza dare date certe a imprenditori e lavoratori, lo Stato, tramite l’Agenzia Dogane e Monopoli, ha già previsto – con tanto di date messe nero su bianco – il “graduale ripristino delle attività di gioco”: è una cosa da non credere” - afferma Mariarosa Barazza, presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana.

“In un momento di grave crisi economica, in cui molte famiglie sono costrette a ricorrere ai buoni-spesa perché da settimane non entrano più fonti di reddito nelle case, prima ancora di riaprire scuole, biblioteche, musei e tante imprese e negozi, lo Stato riautorizza solertemente l’inutile e dannosa spesa del gioco e dell’azzardo – continua Barazza -. I giochi e l’azzardo, se proprio non possiamo chiuderli per sempre che sarebbe l’opzione migliore, dovrebbero essere l’ultima cosa a riaprire nel nostro Paese”.

“Il gioco e l’azzardo sono tutt’altro che attività essenziali, anzi comportano numerosi rischi di carattere sia sociale sia sanitario – conclude Barazza -. Se è vero che la situazione di lockdown ha avuto il positivo risultato di contenere le forme di abuso e dipendenza da gioco d’azzardo, sarebbe sorprendente e deplorevole che, in una situazione di generale e grave impoverimento del Paese, si consentisse la riapertura di locali che producono di fatto ulteriore perdite di denaro specie per le fasce più deboli della popolazione”.

 


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