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28 gennaio 2022

Mogliano

“San Martin a Mojan”, una festa per riscoprire le tradizioni contadine e il folklore locale

Un fine settimana ricco di soprese e attività. Il presidente della Pro Loco Bandiziol racconta curiosità e aneddoti relativi alla figura di San Martino

| Manuel Trevisan |

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piazza di Mogliano Veneto

MOGLIANO VENETO – È un fine settimana all’insegna della tradizione quello che si prepara a celebrare Mogliano Veneto. L’Assessorato alle Identità e Tradizioni Locali e la Pro Loco di Mogliano Veneto presentano, infatti, San Martin a Mojan, un weekend dedicato alla tradizione rurale e al folklore locale, con numerose iniziative rivolte ai più piccoli ma anche tante curiosità e appuntamenti per gli adulti.

“Si tratta di un evento che vuole celebrare le nostre tradizioni contadine col fine di tramandare le radici culturali della nostra città ai più giovani e comprendere come era la vita di quel tempo – spiega il presidente della Pro Loco Renato Bandiziol – Non si tratta solo di una festa religiosa: il periodo di San Martino era un periodo che, nelle nostre campagne, indicava la fine delle colture e l’inizio del riposo della terra. In corrispondenza con questo periodo i proprietari terrieri decidevano se rinnovare o non rinnovare il contratto agli affittuari.

Ci sono molti aneddoti interessanti relativi alla figura di San Martino che raccontano la nostra storia. Ad esempio, il modo di dire “me ga dà a carne”: i proprietari terrieri che non volevano rinnovare il contratto, infatti, erano soliti portare a Pasqua la carne. Chi riceveva la carne, quindi, sapeva che a novembre non avrebbe più lavorato.

Anche la storia dell’oca è molto interessante: qui entriamo più nella leggenda – continua Bandiziol – San Martino era un soldato romano che, finito il servizio militare, si è dedicato alla vita monastica. Predicava nelle campagne ed era ben visto da tutti, a tal punto che i contadini volevano diventasse vescovo. Essendo una persona schiva non era sua intenzione percorrere questo cammino e quindi decise di nascondersi nell’aia, luogo caratterizzato da una grande presenza di oche. Sono state proprio le oche che, starnazzando, hanno rivelato il nascondiglio di San Martino, il quale fu poi fatto vescovo”.

È un calendario ricco di attività e sorprese quello che attende i moglianesi (vedi foto): “sabato e domenica, in piazza, i cittadini troveranno tutti i simboli delle culture contadine e del tempo passato dei nostri territori” – spiega l’Assessore alle Identità e Tradizioni Locali Enrico Maria Pavan.

 


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Manuel Trevisan

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