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23 gennaio 2022

Castelfranco

“Rischio aviaria: Regione annulli deroga distanze allevamento polli Sant’Andrea”

A richiederlo il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, che sul caso ha presentato un’interrogazione

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“Rischio aviaria: Regione annulli deroga distanze allevamento polli Sant’Andrea”

CASTELFRANCO - “La Regione fermi l’autorizzazione in deroga alle distanze di sicurezza del mega allevamento da un milione di polli nel comune di Castelfranco, vista la nuova epidemia di aviaria che sta martoriando il Veneto”. Questa la richiesta del consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni che proprio oggi ha depositato un’interrogazione a risposta immediata sull’impianto in via di realizzazione.

Sempre in mattinata l’esponente dem ha tenuto una conferenza stampa, aperta anche al Comitato dei cittadini e insieme ad alcune associazioni e membri del direttivo locale del Partito Democratico, nei pressi dell’area interessata dai nuovi capannoni, con una cinquantina di partecipanti e davanti alle telecamere della Rai.

 

“I casi nella nostra regione sono sempre più frequenti – spiega Zanoni – il decimo riguarda un allevamento di San Pietro di Morubio nel Veronese verificatosi l’altro ieri, lunedì 28 agosto. Quest’anno, a differenza del passato, i focolai si sono manifestati non solo nel periodo autunnale di migrazione dei volatili, specialmente anatidi che arrivano dal nord Europa, portatori del virus, ma anche nel periodo estivo.

La scorsa settimana ne sono stati scoperti altri due ad alta patogenicità in provincia di Verona e il governatore ha firmato altrettante ordinanze introducendo misure di restrizione nelle aree coinvolte: una zona di protezione, con disposizioni molto rigide, e una zona di sorveglianza, più ampia, per monitorare e contrastare la diffusione del virus. Simili episodi suggerirebbero in via precauzionale l’adozione di misure urgenti, tra le quali l’aumento delle distanze minime di sicurezza tra allevamenti al fine di prevenire con maggiore efficacia il propagarsi del contagio, invece si va nella direzione diametralmente opposta, concedendo una deroga illogica, arrivata oltretutto in tempi record, a un mese dalla richiesta. Un parere positivo, quello dato dall’Unita organizzativa veterinaria e sicurezza alimentare della Regione che non appare sufficientemente motivato e che preoccupa i cittadini e gli allevatori della zona”.

 

“La Regione dovrebbe anche tener conto delle preoccupazioni dei cittadini sia per l’impatto ambientale che per il consumo di suolo, la raccolta firme indirizzata alle istituzioni ha già superato quota 3.500 in appena tre settimane. L’allevamento verrebbe realizzato tra i centri abitati di Sant’Andrea oltre il Muson, popolosa frazione di Castelfranco Veneto e Monastiero, località altrettanto popolosa del comune di San Martino di Lupari nel padovano.

È un progetto troppo impattante per il territorio, poiché prevede una cementificazione di ben 7.084 metri quadri di terreno (pari a 23.377 metri cubi) per la realizzazione di quattro capannoni che conterranno 149.760 animali per ciclo per un totale annuo di quasi un milione, con un consumo d’acqua stimato in quasi nove milioni di litri, in un’area che da tempo soffre per la siccità e per l’abbassamento del livello delle falde acquifere e infine i rifiuti prodotti ammonterebbero a circa 1.384 tonnellate l’anno.

A tutto questo si aggiunge l’emergenza aviaria: la Giunta Zaia – l’appello del vicepresidente della commissione Ambiente - applichi la legge eliminando l’assurda deroga alle distanze minime tra gli allevamenti che consente di realizzare questi capannoni contenenti un allevamento intensivo insostenibile per una zona densamente abitata come quella di Castelfranco Veneto e San Martino di Lupari”.

 


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