31 ottobre 2020

Montebelluna

“Non volevano il teatro e ora il sindaco li fa entrare nella fondazione per gestirlo”

L’indignazione dell’opposizione dopo la scelta di Marzio Favero

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

“Non volevano il teatro e ora il sindaco li fa entrare nella fondazione per gestirlo”

MONTEBELLUNA – Il nuovo teatro a Montebelluna continua a far discutere. Un’opera che avrebbe dovuto suscitare la soddisfazione dei cittadini però ancor prima di essere edificata è nuovamente al centro del dibattito. Dopo che i truffati dalle banche popolari si erano opposti al progetto, ora fa discutere la scelta del sindaco di aprire le porte della Fondazione che gestirà il teatro proprio agli oppositori.

Va detto che il teatro verrà realizzato grazie al fatto che Banca Intesa dopo aver acquisito Veneto Banca ha deciso di stanziare 5,5 milioni di euro per i cittadini del Montebellunese al fine di dimostrare la propria vicinanza al territorio. L’offerta è stata accolta dal sindaco che ha quindi proposto di realizzare un teatro. Idea accolta con grande contrarietà dai truffati delle popolari che avevano recepito il gesto come una sorta di “regalo di consolazione”.

Nei giorni scorsi perciò ha stupito la decisione del sindaco Marzio Favero di assecondare le recenti richieste del Coordinamento Associazioni Banche Popolari Venete "don Enrico TORTA". Il gruppo, che rappresenta una parte dei truffati dalle popolari ha quindi ottenuto che sul nuovo teatro sia posta una targa “a ricordo del dramma dei risparmiatori veneti”, nonché un rappresentante anche in seno alla Fondazione che gestirà il teatro.

Sulla questione ora interviene il gruppo consiliare di minoranza "Pd-Il futuro è adesso": "Abbiamo letto dell'assenso del Sindaco alle richieste del Comitato Don Torta ed interveniamo per chiarire la nostra posizione in merito – esordisce il capogruppo Quaggiotto -. Ci sono tre premesse da fare: a più riprese abbiamo espresso una doverosa solidarietà verso i truffati, e di truffati ce ne sono anche dentro le nostre famiglie; in Veneto ci sono diverse associazioni di risparmiatori e non solo quella rappresentata dal Consigliere Baseggio; come spiegato dal Sindaco il teatro non è un risarcimento verso i truffati ma una dimostrazione di vicinanza al territorio. Quindi il teatro è una questione a sé".

Quaggiotto prosegue dichiarando: "Nel Cda devono entrare persone competenti per far funzionare il teatro e questa è l'unica logica che deve essere perseguita. Quindi assecondare la richiesta di garanzie per avere un posto in Cda non lo riteniamo corretto. Inoltre, evidenziamo che i soldi del teatro non sono andati persi grazie alla minoranza, perché Baseggio che è il punto di riferimento del Comitato in questione, ed altri Consiglieri della maggioranza, non hanno votato a favore o non si sono presentati durante il Consiglio Comunale. Quindi leggere che dopo non aver votato a favore si avanzino delle pretese sul teatro fa sorridere. Il teatro è stato concepito come spazio accogliente e inclusivo per tutti. Una targa può trovare spazio in città, considerate le tristi vicende che hanno caratterizzato il nostro territorio, ma il teatro non è il luogo adatto".

 


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Ingrid Feltrin Jefwa
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