06 agosto 2020

Oderzo Motta

“No alla centrale elettrica a Salgareda, è uno scempio ambientale”

Appello di Valentina Borin riguardo al progetto di cui si parla ormai dal 2012

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l'attuale centrale di Candolè

SALGAREDA - Centrale elettrica a Candolé di Salgareda, appello dei Cinque Stelle: “La Regione fermi lo scempio ambientale, è un danno enorme all'agricoltura”

Da anni si parla in paese di un progetto di costruzione, su terreno agricolo, di una centrale elettrica di conversione da 90mila mq, attigua a quella esistente.

Il primo progetto era stato presentato dalla Terna Rete Italia nel 2012. Da allora nacque un dibattito molto animato nella campagna elettorale comunale del 2014 e nei 5 anni di Consiglio Comunale. Recentemente il progetto è tornato alla ribalta con alcune modifiche che, pare, non abbiano diminuito le preoccupazioni relative all’impatto impatto ambientale.

Da qui l’appello alla Regione da parte di Valentina Borin, rappresentante locale del Movimento Cinque Stelle: «Il recente rapporto dell'ISPRA ha sancito, per la terza volta, il triste primato del Veneto come regione più cementificata d'Italia con +785 ettari, di cui +181 nella sola provincia di Treviso.

Questo sta creando dei danni enormi all'ambiente, ma anche la riduzione del territorio agricolo e la conseguente riduzione dei prodotti locali, due aspetti profondamente deleteri per realtà, come Salgareda, che si sono sempre contraddistinte per una forte tradizione agricola».

Borin conclude: «La Regione ha la facoltà e l'obbligo di intervenire su progetti come questo, su progetti che minano la salute dei cittadini e l'ambiente in cui tutti viviamo. La politica ambientale della Regione deve considerare il suolo non come oggetto di consumo, ma come un bene da rigenerare e tutelare».
 

 


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