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01 dicembre 2021

Treviso

“Niente pranzo e cena per i ciabattanti immigrati”

Dichiarazioni shock di Salvini in visita-guidata alle proteste anti profughi

| Emanuela Da Ros |

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| Emanuela Da Ros |

“Niente pranzo e cena per i ciabattanti immigrati”

QUINTO DI TREVISO – “Qualche prefetto è imbecille”, “I migranti sono “ciabattanti” e non hanno diritto a pranzi e cene”.

Dettate (probabilmente) dal caldo, anche se Salvini nel suo tour del Nordest sarà stato ospitato in strutture refrigerate di prima categoria, le ultime dichiarazioni del premier della Lega sono aforismi da premio Nobel per la pace e la serenità collettiva. Parlando a Eraclea, Dolo e a Quinto di Treviso, Salvini ha coniato un’espressione ad hoc per i profughi: “ciabattanti”. Il che – se la “pensate” (è una parola impropria) come lui - dovrebbe autorizzarvi a liberarvi subito da eventuali infradito. Calzate quindi i mocassini bon ton e proseguite.

Non diamo da mangiare agli affamati (stranieri). “Garantire pranzo e cena agli immigrati quando non ce n'è per gli italiani è una follia ", ha dichiarato Matteo Salvini a Dolo, scordando (sempre per via del caldo: è comprensibile) una chiosa fondamentale del diritto internazionale e dell’ordinamento giuridico italiano che sostiene che “lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge”.

40 milioni di euro di rimborsi elettorali. Matteo (birbaccione senza ciabatte) si è invece ricordato di sottolineare che “ci sono tanti italiani che muoiono di fame”. Non ha precisato le soluzioni per risolvere il problema, non lo ha denunciato alle istituzioni competenti, né ha accennato al fatto che in questo momento la Lega è sotto processo per una truffa sui rimborsi elettorali da 40 milioni di euro. Facendo due conti(cini), Salvini non si è chiesto a quanti italiani si poteva dar da mangiare con quei soldi, si è limitato a dire che “la Lega cerca di far capire a qualche prefetto imbecille di non soffiare sul fuoco, cerca di contenerla la protesta, non di cavalcarla".

Un appello agli svedesi. Da italiani (in ciabatte o scalzi) a questo punto dovremmo chiudere gli occhi su quella milionata di soldi che lo Stato dà ai partiti e sulle strane mosse che a volte si fanno per appropriarsene più o meno lecitamente, dovremmo chiudere gli occhi di fronte ai profughi che non possiedono nulla se non quelle odiose ciabatte che noi non indosseremmo neppure fuori dalla doccia e dovremmo far sapere agli svedesi che ogni anno assegnano il prestigioso e ricco Nobel a chi si è distinto nel campo dello scibile “portando considerevoli benefici all’umanità” che Matteo Birba Salvini la sua parte l’ha fatta. E che merita il premio per antonomasia (non è una parolaccia).

 


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