30 ottobre 2020

Oderzo Motta

“Le scuole paritarie rischiano di sparire”

A Oderzo videoconferenza in diretta con l’assessore Donazzan. Si parlerà del futuro della scuola paritaria nel dopo emergenza sanitaria

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Elena Donazzan

ODERZO - Le scuole paritarie rischiano si sparire? Se non tutte, si parla del 30%.Da qui l’iniziativa che arriva direttamente da Oderzo.

Libera Scuola In libero Stato! Autonomia, parità e futuro della scuola. Aiutiamo la famiglia, salviamo la scuola e diamo un futuro all’Italia del dopo COVID”. Questo il titolo della videoconferenza che andrà in diretta facebook questo giovedì alle 18 su iniziativa del gruppo dei genitori cattolici del Brandolini di Oderzo.

Si parlerà del futuro della scuola paritaria nel dopo emergenza sanitaria: il rischio che molte non riapriranno è più che concreto.

Parteciperà al dibattito l’assessore regionale all’istruzione Elena Donazzan (nella foto). Presente anche Suor Anna Monia Alfieri, tra le voci più accreditate riguardo ai sistemi formativi ed autrice di “Il diritto di apprendere.

Nuove linee di investimento per il sistema Integrato” (Torino 2015) e “Lettera ai politici sulla libertà di scuola” (Rubettino 2018). Modera l’intervento Michela Possamai, dirigente scolastico, già dirigente MIUR, docente universitaria a Venezia in Psicologia Educativa e clinica, oltre che coordinatrice scuole salesiane FMA. La diretta verrà trasmessa il 7 maggio alle 18 dalla pagina Facebook.com/DirittoDiApprendere.

Alessandro Cia, Presidente della sezione brandoliniana dell’Agesc, associazione dei genitori cattolici, spiega: «Non chiediamo soldi. Ma pensiamo a possibili agevolazioni in qualche forma, per aiutare nel pagamento delle rette le famiglie. In Italia circa il 12% degli studenti frequenta una scuola paritaria: si calcola che l’anno prossimo anche il 30% potrebbe non riaprire.

Non stiamo parlando di sole scuole superiori, ma anche asili, scuole primarie e altro. In Veneto frequentano questi istituti il 20% degli studenti, forse più. La Regione ci ha sempre ascoltato, ma in questa fase vorremmo dei segnali forti per cercare di rimanere in piedi».

 



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