28 settembre 2020

Castelfranco

“Lavori per 1.600.000 euro al Padiglione L sono ben più di piccoli ritocchi”

Bertolo interviene sul nuovo cantiere in ospedale che tra l’altro si chiuderà il 25 ottobre: ad oltre un mese dall’inizio della scuola

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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Cantiere in ospedale

CASTELFRANCO – Da poco sono partiti i lavori a Castelfranco per adeguare il vecchio Padiglione L dell’ospedale cittadino, al fine di recuperare spazi dove ospitare gli studenti al rientro a scuola: viste le misure di distanziamento imposte dall’emergenza Covid. L’avvio del nuovo cantiere ha però stimolato nuove riflessioni da parte del Coordinatore di Articolo UNO della Castellana, Mario Bertolo.

“Pretendiamo di conoscere come stanno veramente le cose. Non accettiamo mezze spiegazioni e tanto meno propaganda elettorale. Da qualche giorno si è aperto il cantiere nel Padiglione L dell'ospedale per ricavare 20-23 aule per le scuole superiori in vista del 14 settembre quando inizieranno le lezioni, come recita il cartello affisso all'esterno: Progetto urgente emergenza covid per un importo di 1.600.000 euro (3 miliardi e 200 milioni di vecchie lire). L'importo stanziato fa capire che non si tratta di "piccoli ritocchi", come è stato detto, tanto per utilizzare provvisoriamente tali volumi bensì di interventi consistenti.

Articolo UNO si augura si tratti di soldi ben spesi, ma la prima risposta è sull'effettiva iscrizione del padiglione L all'albo degli edifici scolastici. Il presidente della Provincia nonché Sindaco della mia Città ha più volte sostenuto che non si poteva utilizzare il padiglione Ovest proprio per questo motivo. Noi insistiamo nel sostenere che 1.600.000 di euro nel Padiglione Ovest, di costruzione più recente e più indipendente dalle altre strutture sanitarie, non sarebbero stati spesi provvisoriamente come sembra per la soluzione L, bensì investiti definitivamente per il futuro delle scuole di Castelfranco.

Oppure, e arrivo alla seconda risposta, la Provincia non interviene sul Padiglione Ovest perché quell'area e quei volumi sono destinati ad essere alienati dall'ASL 2 per ben altri scopi. Non accettiamo mezze spiegazioni o mezze verità. Sono soldi pubblici ed è giusto sapere come e dove vanno spesi poi, chi ha responsabilità di governo, è giusto valuti e decida”.

A prescindere dalla bontà della decisione e dai legittimi dubbi di Articolo UNO va rilevato che la data di fine lavori, riportata sul cartello esplicativo affisso in cantiere, non coincide con l’avvio della scuola ma è posticipata al 25 ottobre 2020: non è quindi dato sapere dove andranno gli studenti a fare lezione per oltre un mese in attesa che il recupero dell’edificio sia ultimato.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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