21 febbraio 2020

Conegliano

“L'area del Prosecco Docg potrebbe erodere circa 300.000 tonnellate di suolo ogni anno”

L’Università di Padova studia l'erosione del suolo sulle Colline del Prosecco Docg

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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“L'area del Prosecco Docg potrebbe erodere circa 300.000 tonnellate di suolo ogni anno”

CONEGLIANO/VALDOBBIADENE - L’Università di Padova ha provato a stimare con dei modelli matematici la quantità di erosione di suolo potenziale nelle aree delle colline del Prosecco Docg. Una ricerca pubblicata su Plos One portata avanti da tre dipartimenti (Ingegneria civile, edile e ambientale – Icea; Scienze storiche, geografiche e dell'antichità – DiSSGeA; Geoscienze) che ha tenuto conto di 4 fattori: la topografia del terreno, l'erosività della pioggia, le caratteristiche pedologiche (composizione e modificazione del terreno) e l'uso del suolo.

“In uno scenario convenzionale, nelle aree occupate dalle viti, l'erosione di suolo potenziale raggiunge le 43,7 tonnellate per ettaro all'anno, un valore di 31 volte superiore alla soglia tollerata dalle stime di riferimento della Comunità Europea (che si assestano tra le 0,3 e le 1,4 tonnellate per ettaro all'anno) – si legge nella pubblicazione di Plos One -. Con una superficie di circa 210 km², l'area del Prosecco Docg potrebbe erodere circa 300.000 tonnellate di suolo ogni anno. Valori simili sono stati riscontrati, in uno studio precedente, anche nell'area collinare di produzione vitivinicola del “Chianti Classico” (42,1 tonnellate per ettaro all'anno)”.

Al fine di far meglio comprendere le conseguenze ambientali delle produzioni i ricercatori di Padova hanno anche prodotto una stima dell'impronta ecologica della singola bottiglia di Prosecco Docg, affermando che: “Nello scenario convenzionale risulterebbe essere 3.3 kg di suolo annui a bottiglia. Nello scenario totalmente green invece l'erosione di suolo sarebbe ridotta di circa 3 volte in area collinare, assestandosi a 14,6 tonnellate di suolo eroso per ogni ettaro. Altrettanto si ridurrebbe l'impronta ecologica di ciascuna bottiglia prodotta: 1,1 kg di suolo a bottiglia”.

Doveroso sottolineare che i risultati sono frutto di un modello, ovvero di una stima matematica ottenuta a partire dai dati telerilevati e da banche dati (regionali o di altri enti) e non direttamente ottenuti da misure di campo. “A fronte di questi valori e della distribuzione geografica di questa potenziale erosione, sarebbe ora giusto porsi il problema di andare a vedere cosa succede veramente sul terreno - commenta Paolo Mozzi, dipartimento di Geoscienze -. Così potremo capire se le pratiche colturali stanno andando nella giusta direzione, se si può cambiare rotta e in che termini”.

 



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