21 settembre 2021

Treviso

“Invitare il vescovo a dissociarsi da un verso della preghiera tradisce un certo delirio di onnipotenza”

Zorzi interviene sulla questione della preghiera dei fedeli letta domenica durante le celebrazioni liturgiche

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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Duomo di Treviso

TREVISO – La "questione preghiera" pare oramai stemperarsi dopo le dichiarazioni ufficiali del nuovo vicario generale, mons. Giuliano Brugnotto, che si possono riassumere in “tanto rumore per nulla”. Insomma, chi nella preghiera ha visto un messaggio politico anti-autonomia ha preso un abbaglio. Ma le reazioni sulla vicenda che ha visto anche il presidente della regione esporsi con dichiarazioni di biasimo verso la curia trevigiana, sono tutt’altro che sopite.

Ora prende posizione anche il segretario provinciale del Partito Democratico di Treviso, Giovanni Zorzi “Invitare a mezzo stampa il vescovo a dissociarsi da un verso della preghiera dei fedeli recitata nelle chiese della propria diocesi è un atto a dir poco azzardato e sgradevole, indice di un atteggiamento che tradisce un certo delirio di onnipotenza – afferma Zorzi -. Da quando Zaia ha fatto della richiesta di autonomia una battaglia ideologica, a tratti identitaria, sembra che non si possa esprimere alcun giudizio che sia diverso dal pensiero del presidente della nostra Regione, pena il passare tra le fila dei nemici del popolo”.

“Credo che il richiamo contro gli egoismi e i particolarismi sia invece da considerare proprio per fare in modo che la preziosa filiera delle autonomie locali possa funzionare a sostegno dei bisogni e dei progetti di una comunità che va ben oltre i confini del proprio comune o della propria regione – chiude -. La pandemia ci ha insegnato che le grandi sfide del mondo globalizzato si possono vincere solo se uniamo le forze oltre i campanili. L’Europa e il suo piano Next Generation sono lì a dimostrarcelo”.

A dire la sua anche Andrea Zanoni, consigliere dem in regione che sulla questione afferma: “Siamo arrivati al paradosso che Zaia adesso impartisce ordini al vescovo di Treviso. Lo invita a chiudere questa pagina e a prendere le distanze dai parroci che hanno criticato l’autonomia: a che titolo? Pensa davvero di essere il sovrano assoluto del Veneto? Dovremmo invece riflettere sulle loro parole e sulle loro preoccupazioni, affinché autonomismo ed egoismo non siano sinonimi”. Zanoni, commentando la presa di posizione del presidente del Veneto Luca Zaia nei confronti del vescovo di Treviso, alla luce del foglietto della preghiera dei fedeli recitata nelle chiese trevigiane domenica in cui si invitava a “non cedere alla tentazione dell’autonomismo” però amplia il discorso, facendo un parallelismo con la pandemia.

“La pandemia, per esempio, ha rimesso al centro il servizio sanitario pubblico nazionale, ribadito quanto sia importante – prosegue Zanoni -. Se ciascuna Regione fosse stata libera di fare come le pare cosa avremmo visto in Veneto? Avremmo comprato lo Sputnik da qualche faccendiere sul mercato parallelo o messo i veterinari a fare i tamponi o inoculare il siero? Zaia dovrebbe accantonare il proprio ego e ascoltare quanto dicono i parroci, anche quando non gradisce. Di recente hanno preso posizioni coraggiose, mostrando una forte sensibilità ambientale, criticando gli eccessi legati alla monocoltura del Prosecco con il carico di pesticidi che si porta dietro e la cementificazione selvaggia delle grandi infrastrutture, come la Superstrada Pedemontana Veneta. Anche questo significa amare il proprio territorio”.

 



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