20 ottobre 2021

Treviso

“Dobbiamo lavorare per dare opportunità di crescita ai giovani e sostenere le famiglie”

L'appello della Cgil di Treviso alle istituzioni e al mondo produttivo dopo il 75° posto della Marca tra le province italiane sulla qualità della vita per i giovani

| Isabella Loschi |

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mauro visentin

TREVISO - “La Marca non è una provincia per giovani. L’avevamo compreso già da qualche tempo e l’indagine pubblicata da Il Sole 24 Ore lo conferma: il nostro territorio soffre di patologie che, se non curate per tempo, diventeranno croniche: ascensore sociale bloccato, precarietà occupazionale, disuguaglianze di opportunità e di reddito sempre più profonde. Uno scenario desolante che impatta in particolare sui giovani che, se non fuggono, sono assoggettati a una vita al ribasso”.

Mauro Visentin, segretario generale della Cgil trevigiana, interviene in merito all’indagine sulla qualità della vita rispetto alle fascia di età, che vede la provincia di Treviso all’11° posto a livello nazionale per i bambini, 45° per gli anziani e al 75° per i giovani.

 “È da troppo tempo ormai che soggetti istituzionali e del mondo produttivo sottovalutano questi aspetti – punta il dito Visentin –, l’aver creato precariato diffuso e abbassato i redditi ha portato con sé benefici per pochi e malanni per i più, ma è un gioco al massacro. Non abbiamo praticamente più immigrazione e le nostre famiglie, e non per loro colpa fanno sempre meno figli. Ma non solo, non siamo più attrattivi dal punto di vista delle opportunità lavorative. Stiamo scivolando nel diventare il ‘sud del nord est’, senza possibilità di sviluppo del territorio e di crescita individuale, a livello lavorativo, economico e più in generale di vita”.

 “La pandemia ha solo accelerato un processo già in atto, dalla crisi del 2008 almeno. Un trend – fa appello Visentin - che abbiamo il dovere di analizzare con la massima serietà e di arrestare quanto prima con azioni mirate di sostegno alle famiglie, di maggiore redistribuzione della ricchezza interna, di calmierazione del divario sociale tra centro e periferia, sulle pari opportunità, sulla qualità e tutela del lavoro. È questa una chiamata alla quale non si può più essere indifferenti”.

 

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Treviso non è una provincia per giovani

 


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