18 ottobre 2021

Vittorio Veneto

“Chi l’ha detto che l'area Borca è un luogo di degrado urbano?”

È il quesito che si pongono i consiglieri comunali di Rinascita Civica / Partecipare Vittorio

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

AREA BORCA

VITTORIO VENETO – Un rigoglioso tappeto di papaveri rossi che conduce alla chiesetta di Pieve di Sant’Andrea di Bigonzo: è questa la suggestiva immagine pubblicata oggi su Facebook dal gruppo consiliare vittoriese di Rinascita Civica / Partecipare Vittorio. Una fotografia che non lascia dubbi sul fatto che quest’area sia tutto fuorché una zona degradata. L’amenità del luogo ispira sentimenti ben diversi dall’indignazione o dal disappunto semmai ammirazione e incanto per l’alto valore paesaggistico.

Sulla base di queste riflessioni partono le considerazioni dei consiglieri comunali Mirella Balliana e Alessandro De Bastiani: “Non è un luogo abbandonato, non è in stato di incuria ma è coltivato tutti gli anni a mais o erba medica, non è oggetto di vandalismi, non è una discarica abusiva, non è una cava abbandonata, non è un'area inquinata, non è meta notturna di sbandati, non è luogo di spaccio di droghe, non ci sono rifiuti. Eppure, Questo prato secondo il sindaco Miatto è un luogo degradato di Vittorio Veneto”.

Ma ecco il nocciolo della questione che non si limita certo solo alla mera classificazione dell’area bensì a ciò che porterà come conseguenza: “Questa classificazione consente di costruirci sopra. È la legge che lo prevede, una legge regionale. Così com’è adesso non ci si può fare nulla, ma se qualcuno sancisce che il luogo è degradato allora si può costruire. Cielo però un fatto inspiegabile: non si sa chi avrebbe deciso che l'area Borca è un luogo di degrado. Il sindaco no, l'assessore no, il dirigente no… geometri, architetti o ingegneri del comune no. Sembrerebbe che a stabilire che quel prato è un luogo degradato siano coloro che ci vogliono costruire sopra. In palese contrasto con il PAT appena presentato”.

Secondo il gruppo d’opposizione la sventura di questo luogo è proprio il fatto di essere tutto tranne che degradato, un’area di pregio tale da essere appetibile sotto il profilo edificatorio, come spiegano i consiglieri. “Ma perché vedono un inesistente degrado nell'area Borca e non vedono l'oggettivo abbandono dell'ex Italcementi? Perché si vuole costruire proprio in un'area è soggetta ad un vincolo monumentale in quanto testimonianza storica, ben mantenuta, di un antico insediamento rurale di pregio? Questi sono i misteri della politica degli amministratori vittoriesi. Questa è la politica come la intendono loro”.
 

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