26 febbraio 2021

Nord-Est

“Case di riposo dimenticate dalla Regione: investiti solo 16 dei 60 milioni”

Il sottosegretario all'Interno Variati fa con OggiTreviso il bilancio dell’anno che si chiude: “Sistema sanitario portato al collasso”

| Tommaso Colla |

| Tommaso Colla |

Il sottosegretario all'Interno Achille Variati

NORDEST  - “Una conferenza stampa al giorno non leva il medico di torno”. Una battuta, ma solo fino a un certo punto. Achille Variati, sottosegretario all’Interno, è preoccupato seriamente per la piega drammatica che sta prendendo il contagio da Covid nel suo Veneto. E da uomo del territorio, che di emergenze proprio da Sindaco ne ha affrontate parecchie - una su tutte l’alluvione nel 2010 - non ha lasciato passare giorno senza pensare ai Comuni che erogano l’ottanta per cento dei servizi essenziali ai cittadini. Per questo è stato deciso un finanziamento straordinario di 651 milioni (di cui 55 per il fondo di solidarietà alimentare) da poter sfruttare per tutto il 2021, insieme alla possibilità per le Amministrazioni comunali, di investire l’avanzo libero non soltanto in investimenti ma anche per spesa corrente. E si stimano altri 320 milioni.

Nell'ultimo giorno di questo anno pandemico Achille Variati ha accettato di fare il punto con OggiTreviso sulla emergenza sanitaria nella nostra Regione e in Italia, sui ristori e più in generale sull’attività del Governo di cui fa parte, sul diritto di informazione.

Tra qualche ora ci lasceremo alle spalle quest’anno terribile. Come sono stati questi dodici mesi al Governo?

Una situazione complicata che ritroviamo solo nei primi anni del Secondo dopoguerra. Basti dire che in un anno abbiamo predisposto non una ma cinque leggi di bilancio: ogni decreto legge ha comportato puntualmente una assunzione di debito.

Quali obiettivi vi siete prefissati?

Due: sanità e lavoro.

Cominciamo dalla sanità: avete aiutato anche quella veneta? Perché visto come si sono messe le cose con questa seconda ondata...

413 milioni: per l’incremento dei posti in terapia intensiva, malattie infettive e medicina; per l’implementazione dei sistemi diagnostici; per l’assunzione di personale medico e infermieristico; per il potenziamento della rete ospedaliera.

Però continuano a mancare i medici, anche se i posti in terapia intensiva addirittura avanzano, secondo la Regione.

Per rendere attivi tutti i mille posti di terapia intensiva e assicurarsi il necessario personale medico, in Veneto - a detta della Giunta regionale- devono chiudere 110 sale operatorie: una assurdità.

Ma il Governo non aveva chiesto alla Regione di indicare il numero di terapie intensive di cui disponeva?

Appunto, ma senza mandare il sistema sanitario al collasso: qui si sottraggono medici e infermieri da altri reparti dove si curano patologie non meno gravi, per rendere operativi tutti i posti di terapia intensiva dichiarati e che è come se non esistessero.

Preoccupato per il Veneto?

Impressionato: quasi 6500 morti è una cifra drammatica. Ma è per le case di risposo che sono ancora più allarmato.

Per il numero di contagi e decessi?

Sono il parente povero della sanità: mancano infermieri anche perché, per i vantaggi del contratto, conviene loro andare a lavorare in ospedale. Che è quanto succede. Ma su dell’altro mi sto interrogando

Su che cosa?

I bilanci delle Rsa: mancano almeno 40-50 milioni. Se non sbaglio, mi pare che la Regione abbia incassato circa una sessantina di milioni da elargizioni varie. E, a quanto sembra, ne ha investiti appena 16 milioni. Assolutamente insufficienti.

L’altra priorità del Governo: il lavoro

Non è solo sanitaria la pandemia, è anche economica: fallimenti, attività che non riaprono, mancanza di liquidità, bilanci deficitari. Abbiamo aiutato 85.000 imprese nel Veneto versando 196.227 euro di ristori direttamente sul conto corrente. Ma ammontano a 619 milioni i contributi erogati ad e persone fisiche.

E per gli altri dipendenti costretti a rimanere a casa?

Abbiamo pagato, solo nella nostra Regione, 431 milioni di cassa integrazione ordinaria e in deroga

Sottosegretario Variati, cosa pensa del tentativo di imbavagliare la stampa in Veneto quando si critica il sistema sanitario che non sempre funziona?

Un sistema democratico si basa sulla libertà delle idee e della critica. Il giornalista ha il dovere di scavare e dare voce soprattutto a chi non ce l’ha. Per questo deve ricevere rispetto. Viceversa significa che qualcosa non va nel Veneto, anche a livello di impianto democratico.

 


| modificato il:

Tommaso Colla

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