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05 dicembre 2021

Treviso

“Camminare per la Vita” dona 48mila euro  

Successo per l’iniziativa promossa da Deborah Compagnoni e i 160 volontari

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

Camminare per la vita

TREVISO - Un banner di due metri di altezza con raffigurato l’albero simbolo di Camminare per la vita, sovrastato dalla scritta rossa “Grazie” e le cui foglie sono rappresentate dai loghi delle aziende sostenitrici. In questo modo gli organizzatori della quinta edizione del noto appuntamento trevigiano avevano voluto rendere omaggio a tutti i loro sostenitori il giorno dell’evento a cui hanno aderito 3240 persone e sono stati raccolti 48.100 euro.

Un risultato eccezionale, frutto della precisa scelta degli organizzatori di destinare in donazione sia l’intero contributo versato per quota di iscrizione (euro 5) sia quanto raccolto da aziende sostenitrici e privati che ogni anno scelgono di sostenere le finalità indicate da Camminare per la vita. Beneficiario principale è Fondazione Città della Speranza Onlus, cui sono destinati euro 40.600 per continuare a sostenere il progetto di ricerca sul trattamento dell’ernia diaframmatica neonatale congenita.

Un progetto diretto dalla dottoressa Martina Piccoli presso l’Istituto Pediatrico Città della Speranza di Padova e che oggi entra nella fase di sperimentazione pre-clinica.

“Nonostante la grave crisi economica che si è accompagnata al Covid, le aziende da noi sensibilizzate non hanno esitato a dimostrare tutta la loro solidarietà e con le loro donazioni ci hanno aiutato in modo importante a dare ossigeno alla ricerca pediatrica che, pur in una situazione di pandemia, non può arrestarsi – chiosa Deborah Compagnoni- perché i bambini malati non possono aspettare e perché nessuno deve essere dimenticato”.

Ed è proprio per non dimenticare nessuno che Camminare per la vita 2021 ha scelto di destinare inoltre alla associazione trevigiana “Il filo di Simo” la somma di euro 7.500, che consentirà a questa importante realtà trevigiana di proseguire la attività di supporto di giovani e famiglie colpiti dal dramma della depressione, in tutti quei casi in cui il servizio pubblico non riesce a dare risposte concrete in tempi brevi. Una problematica che in questi ultimi anni -ed in tempi di pandemia- ha raggiunto dimensioni davvero preoccupanti e che richiede interventi mirati e tempestivi.

“Abbiamo istituto il numero 351 5032430  per le richieste di aiuto, che possono essere inviate anche via wApp – spiega Ivan Scremin, Fondatore e Presidente de “Il Filo di Simo” - e ad oggi l’Associazione conta nel suo organico 9 psicologi, di cui 7 Psicoterapeuti, al fine di garantire il primo contatto informativo con un professionista dedicato entro massimo 6/7 ore dalla richiesta di aiuto”.

 



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Isabella Loschi

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