16 ottobre 2021

Treviso

“Bocca di rosa” e le altre… nuovamente messe alla gogna dai benpensanti

EDITORIALE - “Si sa che la gente dà buoni consigli. Se non può più dare cattivo esempio”

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

donne libere

EDITORIALE - Povere noi, povere donne. Questa mattina, poco saggiamente, ho letto i commenti all’articolo di cui ieri ho scritto nel mio editoriale. Una storia non convenzionale di una ragazza che per lavoro fa foto hot. Una testimonianza di come l’universo femminile possa essere variegato, senza alcun intento di giudizio. Apriti cielo, insulti, battutine, prediche sulla pubblica decenza.

Ma com’è possibile? I più saccenti si sono pure inalberati perché l’articolo è stato accostato alla Giornata internazionale delle donne (infatti è uno dei tanti pezzi del focus sulla Giornata internazionale delle donne che OggiTreviso sta proponendo ai suoi lettori) come se la nostra cortese intervistata non fosse una donna!

Se ne facciano tutti una ragione, la giovane professionista di cui abbiamo raccolto la testimonianza è una donna come tutte le altre e non ha nulla per cui qualcuno si possa permettere di biasimarla: non ruba, non commette alcun illecito e tanto meno atti di violenza, non impone la sua presenza o la sua scelta a nessuno ed è degna del massimo rispetto, al pari di qualsiasi altra donna che faccia l’operaia piuttosto che il medico!

Il fatto che abbia scelto liberamente e con consapevolezza di mostrare il suo corpo, a quanto pare, però turba gli animi di alcuni. Si, dei benpensanti, di chi coltiva il preconcetto e soprattutto di chi delle donne non ha rispetto alcuno. V’invito solo a pensare a cosa sarebbe successo se avessimo raccontato la storia di un giovanotto che per mantenersi facesse delle foto hot: complimenti, elogi alla virilità, sicuramente anche in questo caso un po’ d’invidia, quella non manca mai perché come diceva qualcuno è “una brutta bestia”.

Sconcertante che si sia arrivati a parlare della nostra intervistata come di una prostituta. Badate bene che (e non è questo il caso) la prostituzione non è un reato, certo è una professione degradante ma non per questo chi pratica il mestiere più antico del mondo non merita rispetto come ogni altra persona: naturalmente la considerazione riguarda chi lo fa per libera e consapevole scelta, non ci addentriamo nella odiosa questione delle schiave del sesso. Piaccia o non anche le prostitute sono donne!

Ma cos’è tutta questa ipocrisia su chi, in un modo o nell’altro, ha un’attività legata al sesso? Se c’è un'offerta è semplicemente in risposta ad una richiesta: pagherei oro per scandagliare l’hard disk di chi ha criticato la nostra intervistata e vedere quante ore al giorno si trastulla davanti ai porno, salvo poi vomitare odio sotto al nostro articolo verso una ragazza, giovane, che senza alcuna volgarità si è esposta raccontandosi, non certo con il proposito di ergersi a modello femminile.

Se c’è qualcosa di vergognoso e questa dilagante mancanza di rispetto per le persone, per le donne in particolare. È fuor di dubbio che se si ha delle figlie, potendo scegliere, chiunque preferirebbe vederle praticare una professione socialmente ammirata ma la realtà è ben più variegata e nel 2021 sarebbe anche tempo che oltre a sapere pigiare due tasti sul pc la gente imparasse anche ad aver rispetto, per chi fa delle scelte non convenzionali e per le donne in particolare.

Francamente come donna non mi sento né offesa né minacciata davanti a chi fa scelte molto diverse dalla mia. L’ho già scritto ieri o oggi lo ripeto, auspico tempi in cui le donne possano fare nella loro vita ciò che meglio credono senza doverne rendere conto alla pubblica opinione. Il nostro giornale continuerà a raccontare di donne senza preconcetti, con rispetto e con la precisa volontà di dare voce a tutte perché anche se qualcuno dissente siamo persuasi che la dignità debba essere riconosciuta a chiunque e che non vi siano persone di serie A o di serie B oppure donne degne di considerazione ed altre da guardare con supponenza, questa è una pratica che non ci appartiene.

Cari lettori, affezionati ad OggiTreviso e meno cari benpensanti, la questione mi ha ispirato un inedito ruolo da deejay, così dedico a tutti una canzone emblematica, che riassume con poesia quanto ho cercato di scrivere oggi.


Bocca di rosa
di Fabrizio De André


La chiamavano bocca di rosa
Metteva l'amore, metteva l'amore
La chiamavano bocca di rosa
Metteva l'amore sopra ogni cosa

Appena scese alla stazione
Nel paesino di Sant'Ilario
Tutti si accorsero con uno sguardo
Che non si trattava di un missionario

C'è chi l'amore lo fa per noia
Chi se lo sceglie per professione
Bocca di rosa né l'uno né l'altro
Lei lo faceva per passione

Ma la passione spesso conduce
A soddisfare le proprie voglie
Senza indagare se il concupito
Ha il cuore libero oppure ha moglie

E fu così che da un giorno all'altro
Bocca di rosa si tirò addosso
L'ira funesta delle cagnette
A cui aveva sottratto l'osso

Ma le comari d'un paesino
Non brillano certo in iniziativa
Le contromisure fino a quel punto
Si limitavano all'invettiva

Si sa che la gente dà buoni consigli
Sentendosi come Gesù nel tempio
Si sa che la gente dà buoni consigli
Se non può più dare cattivo esempio

Così una vecchia mai stata moglie
Senza mai figli, senza più voglie
Si prese la briga e di certo il gusto
Di dare a tutte il consiglio giusto

E rivolgendosi alle cornute
Le apostrofò con parole argute
"Il furto d'amore sarà punito"
Disse "dall'ordine costituito"

E quelle andarono dal commissario
E dissero senza parafrasare
"Quella schifosa ha già troppi clienti
Più di un consorzio alimentare"

Ed arrivarono quattro gendarmi
Con i pennacchi, con i pennacchi
Ed arrivarono quattro gendarmi
Con i pennacchi e con le armi

Spesso gli sbirri e i carabinieri
Al proprio dovere vengono meno
Ma non quando sono in alta uniforme
E l'accompagnarono al primo treno

Alla stazione c'erano tutti
Dal commissario al sacrestano
Alla stazione c'erano tutti
Con gli occhi rossi e il cappello in mano

A salutare chi per un poco
Senza pretese, senza pretese
A salutare chi per un poco
Portò l'amore nel paese

C'era un cartello giallo
Con una scritta nera
Diceva "addio bocca di rosa
Con te se ne parte la primavera"

Ma una notizia un po' originale
Non ha bisogno di alcun giornale
Come una freccia dall'arco scocca
Vola veloce di bocca in bocca

E alla stazione successiva
Molta più gente di quando partiva
Chi mandò un bacio, chi gettò un fiore
Chi si prenota per due ore

Persino il parroco che non disprezza
Fra un miserere e un'estrema unzione
Il bene effimero della bellezza
La vuole accanto in processione

E con la Vergine in prima fila
E bocca di rosa poco lontano
Si porta a spasso per il paese
L'amore sacro e l'amor profano

 

 

 


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Ingrid Feltrin Jefwa
Direttrice responsabile

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