04 agosto 2020

Treviso

“Lo sgarbo è stato fatto alla città, alla memoria dei tanti caduti", l’attacco dell’Anpi a Conte

"Il nostro impegno continuerà contro le smanie di rivincita dei nipotini di Salò"

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“Lo sgarbo è stato fatto alla città, alla memoria dei tanti caduti

TREVISO - Un no che non è andato giù all'Anpi di Treviso, l'amministrazione guidata dal sindaco Mario Conte ha negato il permesso all'Associazione Nazionale Partigiani d' Italia di delegare un proprio rappresentante per la partecipazione alla celebrazione del 25 aprile. Un permesso che in altri comuni della Marca è stato concesso alle diverse sezioni. "La partecipazione dell’Anpi alle celebrazioni del 25 aprile, nelle forme contenute previste dal Governo e dal Ministero dell’ Interno, è stata possibile in molti comuni della provincia-ha dichiarato Giuliano Varnier, presidente della sezione Treviso- Alcune Amministrazioni sono state però sorde ed insensibili. L’Amministrazione più sorda ed ottusa è stata quella del capoluogo, Treviso".

 

Ha proseguito il presidente:"L’indicazione del Governo e del Ministero dell’Interno era chiara, ma ci sono amministratori che vivono nelle nere tenebre della regressione e pensano di guidare la loro parte politica non l’intera collettività. Il problema, ci risulta, sia stato fatto presente anche dalla Prefettura, ma il sindaco di Treviso ha deciso, imperterrito, di presenziare da solo alla celebrazione. Non si chiedeva una partecipazione di massa, ma semplicemente che quei partigiani che ci hanno dato la libertà e la Costituzione fossero ricordati sia dalle autorità comunali e anche da quelle associazioni che perpetuano la memoria del loro sacrificio. Il fatto che il sindaco di Treviso, città medaglia d’oro della Resistenza, non abbia avuto questa sensibilità, che pure hanno avuto Amministrazioni dello stesso segno politico del capoluogo come Mogliano, Vittorio Veneto, Montebelluna, Conegliano e tante altre, evidenzia grettezza ed insensibilità senza confini. A Mogliano i discorsi commemorativi sono stati tenuti dal sindaco e dal presidente della sezione Anpi. Non sarà certo questo sgarbo ad impensierirci o a fermarci. Lo sgarbo è stato fatto alla città, alla memoria dei tanti caduti per la libertà. Il nostro impegno continuerà contro i residui del passato, contro tutto il vecchio ed ammuffito che permane. Contro le inguaribili e perdenti smanie di rivincita dei nipotini di Salò. Lo facciamo anche pensando alla enorme difficoltà dei tanti che soffrono per quanto sta avvenendo con questa pandemia, chi ha perso il lavoro, chi vive in ristrettezze economiche ed abitative; lo facciamo anche per i tanti migranti disprezzati e respinti da quelle false coscienze che oggi li invocano (servivano anche ieri, ma di nascosto) per il lavoro nei campi".

 

Ha concluso Varnier: "Proprio alla vigilia del 25 aprile, ancora una volta, è stata imbrattata la lapide dei partigiani della brigata Mazzini a Mariech, sopra Valdobbiadene. Come sempre nessuno è stato individuato nonostante droni e telecamere siano presenti ovunque. È la vigliaccheria fascista che agisce come sempre nell’ombra. Non si può abbassare l’impegno a combatterla. I problemi che stanno di fronte a tanta gente in questa emergenza causata dall’epidemia, richiederanno ancora lo spirito dei partigiani per rinnovare l’Italia e per una nuova Europa emarginando certi amministratori con lo sguardo rivolto ad un passato di sopraffazioni e di autarchia. Noi vogliamo un’Europa e un’Italia che sappiano investire sul lavoro, sulla ricerca, sulla cultura, sulla salute, sull’ambiente. Un’Europa che faccia della solidarietà la sua cifra distintiva. Ciò richiede lotta, impegno, sacrificio. Questo ci hanno insegnato i partigiani".

 


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