30 ottobre 2020

Nord-Est

“I gay vogliono dominarci: il nostro popolo è a rischio”. Parole del neo ministro della Famiglia, il veneto Lorenzo Fontana

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“I gay vogliono dominarci: il nostro popolo è a rischio”. Parole del neo ministro della Famiglia, il veneto Lorenzo Fontana

E’ entrato nella squadra del nostro governo, Lorenzo Fontana, veronese, nominato ministro per la Famiglia e la disabilità. Sulla famiglia, Fontana, ha le idee chiare e le ha espresse già più volte pubblicamente. Nel 2016, a un convegno tenutosi a Verona, ha messo in guardia i presenti circa la volontà di dominazione dei gay sulle persone e sulla società e sul rischio che corre il nostro popolo. Fontana ha anche un suo sito, dove ha messo per iscritto le parole che quel giorno ha pronunciato a Verona.

 

Parlando degli omosessuali, Fontana dichiarava “Attaccano il valore della famiglia naturale, che è l’anello di congiunzione più importante tra l’individuo e la comunità, per indebolire sia la persona che la società e renderle entrambe più vulnerabili, manipolabili al fine di dominarle”.

Il discorso, leggibile sul suo sito web, si concludeva con un: "Il rischio è la cancellazione del nostro popolo”.

 

Chi è Lorenzo Fontana.

Classe 1980, da Verona, approda al governo dallo scranno di vice presidente della Camera in quota Lega, dopo le elezioni del 4 marzo che lo hanno portato alla sua prima legislatura nazionale dopo le due trascorse all'Europarlamento. Laureato in Scienze politiche all'Università di Padova, pubblicista, Fontana nasce politicamente come consigliere comunale a Verona, per essere poi proiettato in Europa nel 2009, come capo delegazione della Lega nord.

 

Durante il suo primo mandato è stato relatore del progetto di decisione di esecuzione del Consiglio che approva la conclusione da parte di Europol dell'accordo sulla cooperazione operativa e strategica tra la Bosnia-Erzegovina ed Europa. Nella legislatura successiva, è stato componente della commissione Libertà civili. Dal febbraio 2016 condivide con Giancarlo Giorgetti il ruolo di vice segretario del partito guidato da Matteo Salvini, che ha scritto la prefazione al suo libro "La culla vuota della civiltà. All'origine della crisi".

 

Altri due sono i ministri veneti: Erika Stefani, vicentina, e Riccardo Fraccaro, trevigiano.

 


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