21 ottobre 2020

Castelfranco

“Il comune cancelli subito il Cosap per marzo e aprile!”

Grazia Azzolin chiede all’Amministrazione di cancellare il canone per i mesi in cui i commercianti sono stati inattivi per il Covid

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

Grazia Azzolin

CASTELFRANCO – Il Cosap o meglio il canone occupazione spazi e aree pubbliche generalmente dovuto al Comune per occupazioni occasionali (diversamente dalla Tosap) è stato oggetto di un’interrogazione urgente di Grazia Azzolin che spiega: “Nei mesi di marzo e aprile i titolari e gestori di bar, ristoranti e albergatori sono stati costretti a chiudere le proprie attività per l’emergenza Covid 19, perdendo gli incassi e non potendo usufruire degli spazi esterni. Ciononostante, il Comune ha chiesto tramite Abaco i versamenti delle imposte relative alle occupazioni di suolo pubblico, anche per il periodo della chiusura forzata. L’unica concessione è stato lo slittamento del versamento a fine settembre”.

Un canone che Azzolin reputa ingiusto da versare in un periodo in cui tutte le attività erano soggette a decreto di chiusura per l’emergenza sanitaria data dalla pandemia di Coronavirus. “Considerato che la ripartenza viene affrontata dai nostri imprenditori con enormi sforzi e continui investimenti (sanificazioni, igienizzazioni ecc.) dopo aver avuto le casse vuote per oltre due mesi, ricordando – incalza Azzolin - l’importanza del ruolo delle nostre attività fondamentale per la rivitalizzazione della città, ho chiesto con un’interrogazione urgente di prevedere delle misure specifiche per supportare e sostenere la ripresa degli esercenti ed imprenditori: servono contributi da parte del Comune, che azzerino la COSAP durante i mesi di chiusura”.

Azzolin quindi conclude affermando che i margini per intervenire da parte dell’Amministrazione comunale ci sono, poiché ci sono a disposizione: “2 milioni 629mila euro per ampliare le previsioni di bilancio preventivo 2020: prendiamo spunto dagli esempi virtuosi che abbiamo nei Comuni limitrofi, alcuni dei quali hanno previsto un contributo pari al doppio della spesa complessivamente sostenuta per l’anno 2019 a titolo di tassa comunale di pubblicità permanente e/o tassa di occupazione suolo pubblico, ideando e attivando un “Bonus”. È chiaro che ogni Comune deve individuare le misure più opportune per il proprio territorio in base alle specifiche peculiarità, ma qualcosa va fatto, e subito. Non possiamo permetterci di rimanere ad aspettare ed essere sempre in ritardo”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa
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