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29 novembre 2022

Esteri

La Cina ha lanciato missili nelle acque di Taiwan. Taiwan: "Ci prepariamo alla guerra"

Incursioni di 27 caccia cinesi nello spazio aereo di Taiwan. Portaerei Usa vero il Mar delle Filippine

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Taiwan si prepara alla guerra

MONDO - La Cina ha lanciato diversi missili balistici nelle acque intorno alle coste nord orientali e sudoccidentali di Taiwan, rendono noto dal ministero della Difesa di Taiwan specificando che si tratta di missili Dongfeng e che il lancio è iniziato a partire dalle 13.56 ora locale.

"Non vogliamo l'escalation, ma non arretreremo quando si tratta di sicurezza e sovranità", ha affermato in un tweet il ministero della Difesa di Taiwan.

Il ministero della Difesa di Taipei ha ribadito di "rispettare il principio di prepararsi alla guerra senza volerla", mentre il ministero degli Esteri esorta la comunità globale a chiedere alla Cina di fermare le attività militari.

Le manovre militari, che dureranno 4 giorni, sono le più ampie esercitazioni mai realizzate da Pechino intorno a Taiwan, considerata dalla Cina una sua provincia ribelle. Il ministero della Difesa cinese ha diffuso una mappa dell'area divisa nelle sei zone - alcune distanti appena 12 miglia dalla costa di Taiwan - in cui intende realizzare esercitazioni marittime ed aeree che comprendono appunto il lancio di proiettili. Aerei e navi commerciali sono stati invitati a rimanere lontani dall'aerea dell'esercitazioni che Taiwan denuncia essere una violazione della sua sovranità e di fatto un blocco dell'isola.

Il Comando delle forze aeree di Taiwan ha denunciato inoltre incursioni di 27 caccia cinesi oggi nel proprio spazio aereo, all'indomani dalla partenza dall'isola della Speaker americana Nancy Pelosi, visita che ha fatto infuriare Pechino. Nel dettaglio a violare la Zona di identificazione della difesa aerea di Taiwan (Adiz) sono stati sei caccia J11, cinque caccia J16 e 10 caccia Su 30, secondo il comunicato diffuso oggi dal ministero della Difesa di Taiwan che nella giornata precedente aveva denunciato 21 incursioni di aerei cinesi.

La visita di Nancy Pelosi a Taiwan, che Pechino considera una "provincia ribelle" da "riunificare", non è stata "a difesa di democrazia e libertà", ma bensì una "provocazione" per la "sovranità e l'integrità territoriale" del gigante asiatico e "contromisure" sono la risposta "giusta". Si è espresso così Ma Xiaoguang, portavoce dell'Ufficio per gli Affari di Taiwan del Consiglio di Stato cinese, in dichiarazioni riportate dall'agenzia ufficiale Xinhua nel mezzo di un'escalation di tensioni, tra retorica e maxi manovre militari.

Il gigante asiatico considera la questione di Taiwan, di fatto indipendente, un "affare interno" e non tollera "interferenze", insiste sulla "politica di una sola Cina", sui suoi "interessi di sviluppo", oltre che su "sovranità e sicurezza". E, secondo Ma, è "giusto e naturale" che la Cina adotti le "contromisure necessarie" a tutela di "sovranità e integrità territoriale".

 

Dal canto suo il portavoce della missione cinese presso la Ue, Zhang Ming, contesta la recente dichiarazione dei ministri degli Esteri del G7 ed avvisa che Pechino risponderà a "qualsiasi azione che viola la sovranità e l'integrità territoriale della Cina". "Taiwan fa parte del territorio cinesi ed intromettersi nelle sue questione è una violazione della sovranità cinese", ha poi specificato.

Nel comunicato diffuso la notte scorsa, i ministri del G7 esortavano a "preservare la pace e la stabilità" nello stretto di Taiwan dopo la visita a Taipei di Nancy Pelosi e a mantenere "il diritto internazionale", esprimendo preoccupazione "per gli annunci e le parole minacciose della Cina, specialmente in relazione alle esercitazioni militari e la coercizione economica che potrebbero innescare una escalation non necessaria".

La portaerei USS Ronald Reagan è diretta nell'area dell'oceano che comprende le acqua a sud est di Taiwan, mentre la Cina è impegnata nelle esercitazioni militari nei pressi dell'isola, ha riferito un portavoce: "La portaerei Ronald Reagan e il suo gruppo di attacco sono in navigazione nel Mar delle Filippine continuando le loro normali operazioni previste nell'ambito del pattugliamento a sostegno dell'Indo Pacifico libero ed aperto".

"Non c'è giustificazione all'uso di una visita come pretesto per attività militari nello Stretto di Taiwan", scrive Josep Borrell su Twitter, rilanciando la dichiarazione diffusa la notte scorsa dai ministri degli Esteri del G7 e condannando di fatto l'avvio delle esercitazioni militari da parte della Cina come rappresaglia per la visita a Taipei di Nancy Pelosi. "E' normale e di routine che i legislatori dei nostri Paesi compiano missioni internazionali", aggiunge l'Alto rappresentante per la politica estera Ue che "incoraggia tutte le parti a rimanere calme, esercitare moderazione ed agire con trasparenza".

 


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