21 ottobre 2019

Vittorio Veneto

Zaia sta con Scottà, ma non racconta tutta la storia

Il presidente della Regione si pronuncia sulla decisione della Corte d'appello di Venezia

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VITTORIO VENETO - L'ex sindaco di Vittorio Veneto, Giancarlo Scottà, e la sua giunta, sono stati sanzionati dalla Corte d'appello di Venezia per aver sforato il patto di stabilità nel 2008. Zaia collega lo sforamento del patto di stabilità con la costruzione di una scuola elementare e dichiara:

"E' una vergogna perché se io fossi stato al posto di quel sindaco, mi sarei comportato alla stessa maniera pur di rendere disponibile una scuola ai ragazzi e alle loro famiglie".

"Io sono uno dei sostenitori dello sforamento del patto di stabilità - continua Zaia -. Non è che si è sforato il patto di stabilità per andare in missione in Brasile o in qualche altra parte del mondo, ma per fare una scuola, e quel sindaco, dunque, ha fatto bene. Anzi, doveva fare di più".

Il presidente della Regione glissa, o "forse - come dicono le opposizioni - non è stato ben informato dagli amministratori vittoriesi, che se lo stesso sindaco non avesse acquistato la Mafil, avrebbe fatto risparimiare ai propri cittadini 1 milione e mezzo di euro, non avrebbe sforato il patto di stabilità e allo stesso tempo non avrebbe messo in crisi le future giunte che devono restituire centinaia di migliaia di euro e sono a rischio commissariamento."

Per Zaia, tuttavia, "la corte dei Conti fa il suo mestiere applicando le leggi". Dichiarazione in netto contrasto con quella del Sindaco Da Re che ha parlato di sentenza a orologeria. Per il governatore del Veneto "il problema è un Governo e un Parlamento che varano leggi che sono una vera e propria schifezza, come il Patto di Stabilità, un'invenzione tutta italiana che l'Ue non ci ha mai chiesto".

"Zaia - si borbotta nel contraddittorio delle opposizioni di - Sinistra - non ha però chiarito i motivi per i quali quando la Lega era al governo non ha modificato la legge sul patto di stabilità."

 

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