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19 agosto 2017

Conegliano

Zaia ai viticoltori: «Non siate bulimici»

Oltre 750 persone ieri a Godega al convegno “Quale futuro per il Prosecco?”, evento inaugurale dell’Antica Fiera

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GODEGA DI SANT'URBANO – «Gli agricoltori non devono essere bulimici, i prezzi devono diventare un accordo di filiera per non far fare al Prosecco la fine del Cava (spumante spagnolo, ndr)». Lo ha detto ieri sera, a Godega di Sant’Urbano, il governatore della Regione Veneto Luca Zaia nell’ambito del convegno di apertura dell’edizione 2017 dell’Antica Fiera (4-6 marzo).

 

Un convegno gremito all’inverosimile, con oltre 750 operatori di settore venuti a capire “Quale futuro per il Prosecco?”. «La produzione di quest’anno deve avere già un prezzo certo, definito, per chi opera sui mercati internazionali; bisogna quindi “cappare” il prezzo e decidere che il prezzo “politico” è quello, ma non per fare un cartello e guadagnare di più bensì per mantenere il mercato» ha aggiunto il Presidente della Giunta regionale del Veneto.

 

Se la gestione accorta dei prezzi è uno dei pilastri del futuro del Prosecco, che genera un’economia da 5 miliardi di euro l’anno, gli altri due sono: il rispetto dell’ambiente e della salute, e la differenziazione. «I produttori sono stati eccezionali e hanno investito – ha continuato Zaia – ma, anche per non subire attacchi in futuro da parte di concorrenti infastiditi per il successo del Prosecco, dobbiamo diventare “i primi della classe”: adottare tecniche rispettose dell’ambiente e andare verso la certificazione ambientale totale, del prodotto e del processo.

 

Va sfatato il mito che solo in Veneto si usino i fitofarmaci, ci sono protocolli internazionali che regolamentano il loro uso, e non è giusto che sul banco degli imputati finiscano solo i nostri agricoltori. Ma noi dobbiamo essere degli apripista. Le prime azioni da fare sono: eliminare l’uso dei disseccanti tra i filari, acquistare atomizzatori con sistemi di recupero della deriva e optare sempre di più per trattamenti biologici».

 

Infine, la differenziazione. «Attenzione alla febbre del Prosecco – è stato un altro appello del Governatore ai viticoltori-. Vi invito a guardare anche ad altre tipologie di vitigno, a differenziare. Il prezzo dell’uva del Prosecco non continuerà a crescere ogni anno come negli ultimi anni. C’è un prezzo massimo a cui dobbiamo fermarci».

 

Insomma, il futuro del Prosecco dipenderà dalla consapevolezza degli operatori di settore, dal loro senso di responsabilità, dalla loro capacità di pensare la propria attività come parte di un sistema, e dunque non puntare a una massimizzazione del profitto in solitaria rischiando con “furberie” di danneggiare l’intero sistema (e quindi alla fine anche sé stessi).

 

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