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22 settembre 2017

Whatsapp: 5 Truffe diffuse da cui difendersi

- Tags: Whatsapp

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Avv. Luigi Maschio | commenti |

Tutti (o quasi) utilizziamo whatsapp quotidianamente per comunicare con gli amici e, perché no, anche per lavoro.

Questa sua capillare diffusione, però, ha indotto qualcuno ad utilizzarla al fine di perpetrare delle vere e proprie truffe ai danni degli altri utenti. Man mano che tali tentativi di “phishing” vengono scoperti, la Polizia Postale mette in guardia gli utenti dalle truffe più comuni su Whatsapp e come difendersi da queste.

La truffa più recente è quella del concorso a premi indetto dall’IKEA che offrirebbe un buono da €°500,00 dopo aver fornito i propri dati per aderire all’iniziativa. Il colosso svedese ha subito smentito tale iniziativa, che è un tentativo di carpire i dati personali degli utenti.

Altra truffa nota riguarda i buoni sconto di Zara: gli utenti di WhatsApp ricevevano un messaggio con scritto «Rispondi al nostro semplice sondaggio e vinci un buono da 150 euro da Zara». Gli ignari destinatari di questo messaggio truffaldino, dopo aver cliccando sul link contenuto di seguito al sopracitato messaggio e seguendo una serie di passaggi, si trovavano, senza accorgersene, a sottoscrivere un abbonamento che consumava il proprio credito.

Come risolvere? Occorre contattare immediatamente il proprio gestore telefonico per comunicare la disdetta da tale abbonamento. La medesima truffa, peraltro, viene perpetrata utilizzando la catena di abbigliamento H&M, per la svendita di Iphone 6 e per buoni pasto da Burger King. Anche il messaggio pop up, il quale compare navigando in internet, che avvisa che “WhatsApp” sta per scadere è una diffusa truffa.

La Polizia Postale ha reso noto come tale messaggio chieda «di inserire il proprio numero di telefono, ma facendolo, invece che sottoscrivere un abbonamento all’applicazione di messaggistica, se ne attiva uno da 20 euro che invia sfondi per il cellulare». Nel caso in cui compaia questo messaggio è sufficiente spegnere e riavviare il telefono.

Un’altra diffusa truffa, nota come “WhatsApp gold”, promette all’utente un servizio esclusivo che, invece, nasconde un malware, cioè un software usato per rubare informazioni sensibili, spiare il proprio cellulare o mostrare pubblicità indesiderata. Attenzione anche al messaggio che invita a scaricare le “nuove emoticons animate” attraverso il link in esso contenuto. Cliccando sul link si rischia di dare accesso ad un virus che mette a rischio dati e informazioni personali presenti sul dispositivo.

Occorre fare particolare attenzione, poi, anche al “messaggio che non esiste”: tale messaggio avvisa della presenza di una nota audio in segreteria proveniente da indirizzi strani come fucate@justfax.net ma, in realtà, è un virus che accede al controllo delle applicazioni installate, tra cui la galleria fotografica, per poi ricattare i reali possessori con richieste di denaro per foto delicate, come quelle dei bambini.

In conclusione, come avverte la Polizia Postale, è meglio non aprire link strani, non fornire informazioni personali, non installare applicazioni non ufficiali, non condividere o aprire messaggi sospetti e, da ultimo, utilizzare un antivirus.
 



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