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"VOI G8, NOI 6 MILIARDI"

L'"Assemblea contadina di Altragricoltura" a Vittorio Veneto chiede di incontrare Zaia
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Vittorio Veneto - "Gli abbiamo mandato un telegramma. E poi siamo venuti sino a Vittorio Veneto dalla Puglia, dalla Calabria e dalla Sicilia per parlare con Zaia. Per essere sentiti anche noi dai grandi dell'agricoltura. Siamo qui. Aspettiamo di entrare a palazzo, cioè al castello".

Gianni Fabris, (nella foto) segretario della Confederazione nazionale Altragricoltura, stamattina ha spiegato le ragioni per cui una delegazione di agricoltori proveniente sopratutto dal sud Italia ha voluto essere vicino ai G8. Con uno slogan d'effetto: "Voi G8, noi 6 miliardi"

Secondo Fabris, le proposte che i G8 stanno discutendo inq uesti giorni non tengono conto "che l'agricoltura non ha bisogno di strategie calate dall'alto, ma di braccia, esperienza, lavoro, cioè di agricoltori." Che , per Fabris, dovrebbe essere sentiti e ascoltati. Anche in occasioni globali come il summit dei grandi ministri della Trerra.

"Zaia e gli altri premier - ha spiegato Fabris, in un piccolo comizio improvvisato tra il pane di Altamura, i pomodori pachino, le fragole, l'olio e le fave (prodotti che gli agricoltori si sono portati appresso e che hanno distribuito alla gente) - stanno effettuando delle scelte sbagliate, che affamano ancora di più il sud del mondo. Noi siamo qui perché la nostra agricoltura col suo patrimonio di lavoro e territorio, è in un rischio mortale. Perché gli investimenti fatti dai contadini negli anni scorsi non riescono a essere ammortizzati visto che i prodotti della loro terra vengono pagati agli agricoltori sempre meno mentre i consumatori, paradossalmnete, spendono sempre di più per il cibo. Cosa chiediamo? dignità e equità. Non vogliamo che le nostre terre e il nostro lavoro non sia espropriato dalle multinazionali: riteniamo che vada garantita la sovranità alimentare dei popoli".

edr

 

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Data di pubblicazione: 19-04-2009
Data ultima modifica: 20-04-2009

Cosa dicono i lettori

Anonymous // 20/04/2009 12:04
mercato diretto

Credo che non sarei il solo propenso ad investire l'importo di una spesa settimanale nella grande distribuzione in un organismo promosso dagli agricoltori, produttori diretti, per acquistare mirati punti di vendita, dove realizzare progressivamente la vendita dal produttore al consumatore.
Come per la produzione agricola l'organizzazione potrebbe interessarsi anche della produzione industriale, anche in questo caso con investimenti progressivi, magari ottenuti dal maggior reddito per l'agricoltore dal mercato che lo vedrebbe sempre più presente.
Comprendo che la doppia attività di produrre nei campi e dedicarsi al commercio e all'industria non si concilierebbe bene, ma anche gli agricoltori hanno figli non tutti disposti ad occuparsi nell'agricoltura.
E i consumatori avrebbero il vantaggio della qualità del prodotto e sicuramente godrebbero di qualche risparmio e reddito.
Gli intermediari troverebbero di sicuro altre attività.
Protestare o pensare e inventare alternative?

Gianni Fabbris // 20/04/2009 21:04
noi protestiamo, pensiamo, inventiamo e pratichiamo alternative

Perchè mettere in contraddizione le cose. Il diritto dei contadini a lottare contro un modello che li colpisce profondamente nella dignità e nelle condizioni economiche è fondamentale. Battersi perchè le scelte istituzionali e politiche riconoscano i diritti dei contadini e dei consumatori e non tutelino, al contrario, quelli di speculatori, affaristi, multinazionali e sfruttatori è un dovere che i contadini hanno anche nei confronti di tutti i cittadini e del territorio. Così, pure, è fondamentale il progettare e praticare le vie alternative ad un modello sbagliato. Noi siamo quelli che praticano (o almeno provano) il ciclo corto, i modelli sostenibili, la tutela della biodiversità, ecc..... Teniamo insieme le cose, saremo più forti tutti contro lo strapotere delle multinazionali

G. Fabbris

Anonymous // 20/04/2009 13:04
Già! è un mondo sempre

Già! è un mondo sempre più complesso e bisogna inventarsi le soluzioni dal basso con la libera iniziativa ed intraprendenza. Ci sono esempi e sono le uniche soluzioni che portano frutti e raggiungono obiettivi concreti. Certo è che se scelte sensate venissero fatte anche dall'alto si starebbe prima.

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