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14 dicembre 2017

Vittorio Veneto

A Vittorio Veneto la violenza discussa nelle scuole

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VITTORIO VENETO – Il 13 e 14 marzo si è tenuta a Vittorio Veneto, presso l’Istituto Santa Giovanna d’Arco, una due giorni sul tema “Le emozioni della violenza tra diritti umani ed educazione civica” che ha coinvolto una quarantina di studenti delle scuole superiori, precisamente del liceo “Marconi” e dell’istituto “Da Collo” di Conegliano e del liceo “Flaminio” e dell’istituto “Città della Vittoria” di Vittorio Veneto.

 

A promuovere ed organizzare questa innovativa iniziativa sono stati il gruppo di auto-mutuo-aiuto “Donne con le Donne” di Vittorio Veneto e il Coordinamento delle Associazioni di Volontariato della Sinistra Piave che, insieme, hanno partecipato ad un bando della Fondazione di Comunità Sinistra Piave onlus che ha permesso, di dare vita a questa iniziativa di studio e approfondimento sul tema della violenza di genere.

 

«Con i ragazzi e i relatori, docenti universitari, psicologi, avvocati, criminologi e rappresentanti del Siulp, il sindacato della Polizia di Stato, abbiamo ragionato sul tema della violenza, affiancando al confronto con gli esperti dei laboratori di musica, teatro, pittura murales e informatica – spiega l’avvocato Simonetta Busatto del gruppo AMA “Donne con le Donne” –. Ciascun gruppo nel corso del laboratorio scelto ha rielaborato le nozioni, i pensieri e le emozioni emersi nel corso del confronto con i relatori». I ragazzi hanno infine prodotto una grande pittura sul tema della violenza (foto in allegato), un PowerPoint sul tema dello stalking, delle scene teatrali, mentre il laboratorio musicale ha permesso di comprendere come la musica possa influire ed influisca sulla nostra esistenza e come il tema della violenza abbia, al pari della musica, delle proprie assonanze e dissonanze.

 

«Questa due giorni ha permesso di coinvolgere i ragazzi su un tema molto attuale – conclude Busatto -. E, dopo un approfondimento sulla diffusione del fenomeno, è emersa l’idea che i ragazzi hanno della violenza. È stata per loro un’occasione per porre molte domande agli esperti, in particolare ai criminologi e alle psicologhe. Per tutti è stato un momento di confronto e di condivisione molto costruttivo. I ragazzi sono giunti alla conclusione che chi fa violenza è il debole, chi la subisce ha il diritto e la possibilità di ottenere delle risposte e un aiuto dai centri antiviolenza, dalle forze dell’ordine e dalla rete associativa presente sul territorio in aiuto alle vittime di violenza».

 

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