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27 luglio 2017

Vittorio Veneto

Vittorio Veneto, lo spazzamento delle strade passa a Savno. Minoranze scatenate in consiglio

La Lega si scaglia contro il provvedimento. Polemiche sul trasferimento degli operai

Roberto Silvestrin | commenti |

VITTORIO VENETO - Lo spazzamento delle strade di Vittorio Veneto passa a Savno. Lo ha deciso ieri sera il consiglio comunale, dopo due ore e mezza di confronto serrato e di strenua opposizione delle minoranze.

 

In aula c’era anche il presidente di Savno, Giacomo De Luca, chiamato per fare il punto della situazione soprattutto sul trasferimento degli operai ora in forza al comune. “Mezzi, servizio e uomini devono passare per norma a Savno” ha riassunto il presidente, spiegando come il comune di Vittorio Veneto fosse l’ultimo ad eseguire lo spazzamento con il proprio personale.

 

Il voto di ieri sera mette fine alla situazione anomala in cui si trovava la città: i cittadini pagavano infatti il servizio nella bolletta a Savno, che poi rimborsava il lavoro al comune, esecutore materiale dell’operazione. Rimborso che toccava la cifra di 620mila euro annui.

 

Prima del voto le opposizioni si sono scatenate, sollevando critiche essenzialmente su tre punti: la garanzia della quantità e della qualità del servizio, il trasferimento degli operai comunali e la vendita dei mezzi di proprietà dell’amministrazione. Sul primo “capitolo” ha alzato la voce il consigliere leghista Gianluca Posocco: secondo la convenzione con Savno, infatti, sono previsti un certo numero di interventi “fissi” in città.

 

Prima invece, in base alle emergenze e alle esigenze straordinarie, il personale comunale aveva sempre dato la propria disponibilità, intervenendo anche in casi eccezionali, come i fortunali. Un servizio che non comportava costi aggiuntivi per le casse municipali. “La convenzione parla di 10 interventi in caso di fortunale – ha denunciato Posocco – E poi? Che fine fanno i servizi in più rispetto all’accordo? Li dobbiamo pagare?”

 

De Luca ha assicurato che negli altri comuni non si sono resi necessari interventi ulteriori a quelli previsti, ma dai banchi dell’opposizione la perplessità sul mantenimento della qualità del servizio rimane. Capitolo operai. Il leghista Gianantonio Da Re e il dem Alessandro De Bastiani hanno sottolineato come i lavoratori che passeranno a Savno (in tutto tre) avrebbero potuto essere mantenuti in forza al comune per altre mansioni.

 

“Siamo in difficoltà ad eseguire alcuni compiti perché siamo in carenza di personale – ha detto De Bastiani – Non si potevano trattenere degli operatori?” L’assessore Costa ha così sostenuto l’obbligatorietà del passaggio per legge, ma uno stizzito Da Re ha tirato fuori l’asso dalla manica. “Potevate spostarli prima del trasferimento” ha detto l’esponente del Carroccio, alludendo al passaggio interno degli operai ad altre mansioni, in modo da non dover “passarli” a Savno.

 

A inizio maggio il comune, i sindacati e Savno hanno trovato un accordo fino ad ottobre 2019: per i dipendenti è previsto un periodo di comando, che mantiene l’impiego diretto da parte dell’amministrazione. Allo scadere di quest’arco di tempo, gli operai verranno comunque trasferiti.

 

Altro punto caldo è stato quello sulla vendita dei mezzi di proprietà del comune, che incamererà (solo) 144mila euro. A gridare allo scandalo ci ha pensato sempre Posocco: “Solo per una spazzatrice l’anno scorso ne abbiamo spesi 150mila”.

 

I consiglieri, per di più, non hanno ricevuto alcuna stima sul valore dei mezzi alienati: “Non si poteva fare un’asta? Savno era l’unico ente che poteva comprarli?” ha chiesto il consigliere leghista.

 



Roberto Silvestrin

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