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20 ottobre 2017

Vittorio Veneto

Vittorio Veneto: ancora una centralina sul Meschio, ma il comune si oppone

E intanto un'altra richiesta è arrivata per l'ex Carnielli. I timori dell'assessore Costa

Roberto Silvestrin | commenti |

VITTORIO VENETO - Braccio di ferro per una nuova centralina sul Meschio, in via dei Molini a San Giacomo. Il comune ha fatto ricorso al Tar contro il decreto regionale che attribuisce al comune di Vittorio Veneto la responsabilità di rilasciare o meno il permesso per la costruzione dell’ennesimo impianto.

 

Il 17 luglio infatti la Regione ha stabilito che il progetto della centralina non deve essere sottoposto a Via (Valutazione impatto ambientale) da parte del comitato tecnico competente. La palla è così passata interamente al comune, che deve rilasciare la cosiddetta Vinca (Valutazione Incidenza Ambientale), per stabilire la fattibilità o meno della costruzione.

 

Secondo il comune il provvedimento può essere affetto da “vizi di legittimità (violazione di legge ed eccesso di potere)”. Il ricorso dell’amministrazione ha l’obiettivo di portare all’attenzione degli uffici regionali il problema del Meschio, habitat protetto in quanto sito “Sic” della rete Natura 2000.

 

“Manca una visione complessiva di rispetto per il fiume – ha dichiarato l’assessore Giuseppe Costa – Sul Meschio la Regione deve fare una programmazione”. Sono infatti già 36 le centraline che falcidiano il corso d’acqua, e manca qualsiasi disegno globale sulla collocazione degli impianti, che vengono valutati come casi singoli, senza essere rapportati alle strutture già esistenti.

 

Ma non è tutto. Il braccio di ferro non riguarda solo comune, Regione e le reciproche competenze, ma anche la ditta costruttrice (HPE srl) e l’amministrazione. Il comune ha infatti fatto eseguire uno studio che testimonia l’attuale presenza delle specie che hanno fatto in modo che il Meschio diventasse un sito protetto: si tratta di pesci come la trota marmorizzata o lo scazzone.

 

L’amministrazione ha così comunicato alla ditta tutti gli elementi ostativi del caso. L’intenzione del comune è comunque chiara: “In questi giorni l’ufficio legale sposerà la linea di rigetto nel rilasciare la Vinca. Daremo parere contrario” ha anticipato Costa. Che ha già previsto un possibile – probabile – ricorso al Tar di HPE: “E noi andremo di fronte al consiglio di Stato” ha reso noto il rappresentante della giunta.

 

Il comune tenterà quindi in ogni modo di stoppare il nuovo impianto, che non è comunque l’unico in gioco. “A marzo in una conferenza convocata dal Genio Civile è stata fatta una richiesta per una centralina all’ex Carnielli – ha dichiarato Costa – E i miei timori riguardano proprio questa vicenda, ho paura”.

 



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Roberto Silvestrin

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