21 novembre 2019

Vittorio Veneto

Il vittoriese Giovanni Carrer portavoce di Cna Legno

E' il titolare dell'omonima falegnameria nata nel 1984

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VITTORIO VENETO - Giovanni Carrer, titolare della ditta Falegnameria Carrer Giovanni di Vittorio Veneto, nata nel 1984, è il nuovo portavoce di CNA Legno, il mestiere che rappresenta gli interessi del comparto del legno-arredo che nella nostra provincia conta oggi 1.856 aziende (-132 rispetto al 2014, -31 rispetto al 2008).

 

Il settore del legno-arredo è settore molto importante per l’economia trevigiana che da anni vive una profonda trasformazione. Dallʼanalisi dei dati si può notare che le aziende che producono beni di una fascia più elevata e quelle che producono beni finali sono quelle che sono riuscite meglio a contrastare la crisi e a rimanere competitive nel mercato.

 

«Il comparto, che in provincia di Treviso è presente prevalentemente nel Quartier del Piave e nell’Opitergino-Mottense, - spiega Carrer - potrà darsi futuro soprattutto cercando di trovare nuove soluzioni per innovare i processi produttivi e i prodotti, focalizzandosi in particolar modo nello sviluppo di prodotti bio-compatibili, in modo da apportare quel valore aggiunto ai loro prodotti necessario per intercettare le fasce di mercato più esigenti, e curando maggiormente le proprie strategie di posizionamento e di presidio dei mercati, in particolar modo quelli esteri».

 

L’export del mobile verso gli Usa, per la provincia di Treviso, valeva 192 milioni di euro nel 2016 con una sensibile crescita rispetto al 2015: ecco perché le aziende trevigiane sono particolarmente preoccupate dall’annuncio del presidente Trump di dazi sui prodotti Ue.

 

«È senz’altro importante diversificare il prodotto per saper offrire ai propri clienti una gamma il più diversificata possibile di soluzioni ed rendere l’azienda più adattabile a eventuali crisi in determinati mercati – conclude Carrer - Ai colleghi più in difficoltà faccio invece un appello: evitate il fai-da-te in caso di grossa crisi finanziaria per non rischiare di finire in mano a strozzini o a personaggi spregiudicati. Tramite i confidi delle associazioni di categoria è possibile attingere ai fondi anti-usura che possono aiutare l’imprenditore a tirarsi fuori da una brutta situazione e a ripartire, salvaguardando, oltre a sé stessi, anche il tessuto economico-sociale della nostra provincia e regione da possibili infiltrazioni mafiose».

 

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