09 dicembre 2019

Il vino fa buon sangue, i pesticidi NO!

26-07-2013 - Valdobbiadene Pieve di Soligo

Paolo Subiaco | commenti

Vivo ai piedi delle colline della pedemontana trevigiana, dove si produce il vino Prosecco Superiore DOCG; una zona tanto incantevole quanto invivibile, nel periodo da maggio ad agosto in cui vengono fatti i trattamenti fitosanitari spesso utilizzando prodotti chimici classificati come tossici, molto tossici e nocivi. Gli effetti evidenti e cronici, in questo periodo, sono mal di gola, irritazioni cutanee, tachicardia e asma, ma gli effetti a lungo termine sono molto più preoccupanti.

 

Dopo aver perso nell'ultimo anno mia madre, mia suocera e la mia prozia, tutte a causa del cancro, guardando i dati dell'ASL locale scopro che negli ultimi 3 anni si è verificato un aumento preoccupante dei malati oncologici, da un malato ogni 22 abitanti nel 2009, ad un malato ogni 18.5 abitanti nel 2012: prendi un gruppo di 19 persone, una di queste ha un tumore maligno. Eppure questo è un territorio composto da piccoli paesi, poco industrializzati e con un moderato traffico di autoveicoli.

 

La correlazione fra pesticidi e tumori è confermata da oltre 6000 studi medico-scientifici, consultabili attraverso il portale PubMed. Ma i pesticidi sono spesso responsabili di altre patologie: disfunzioni ormonali, sviluppo puberale precoce, diminuzione della fertilità maschile, aumento abortività, disturbi autoimmuni, iperattività, patologie neurodegenerative. In Francia il morbo di Parkinson è riconosciuto come malattia professionale per gli agricoltori. Nella mia zona le case e scuole sono circondate dai vigneti, ed ogni giorno vedi agricoltori intenti ad irrorare i vigneti vestiti in tuta bianca e casco a doppio filtro, in perfetto stile guerra chimica-batteriologica. Ogni settimana ti svegli al mattino al rumore dell'elicottero che, in violazione alle normative europee, si appresta a distribuire sostanze ignote anche dal cielo.

 

Dopo mezz'ora di permanenza in giardino oppure all'aperto senti proprio lo stimolo a rientrare in casa per evitare l'odore pungente di pesticidi. E' questa la vita che abbiamo sognato per noi e per i nostri figli? Oppure dovremmo ignorare il problema, sperando in futuro di non vivere l'esperienza del cancro?

 

 



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