19 agosto 2019

Vittorio Veneto

Vigneto vicino all'asilo, la proprietà fa ricorso al Tar

Chiesti l'annullamento dei provvedimenti comunali e un risarcimento danni

Claudia Borsoi | commenti |

VITTORIO VENETO - La Tenuta Agricola San Martino, titolare del nuovo vigneto sorto in via San Fermo, a lato dell’asilo di San Giacomo, ha depositato un ricorso al Tar del Veneto contro il Comune di Vittorio Veneto. Chiede l’annullamento di vari atti posti in essere e un risarcimento dei danni.

 

«A nostro avviso – afferma Loris Camerin, legale rappresentante della società agricola -, il Comune con i suoi provvedimenti ha illegittimamente tentato di bloccare sul nascere un’iniziativa che non può essere condannata solo per il fatto di essere stata posta in essere in conformità alla normativa vigente».

 

Da qui la decisione, che era nell’aria, di ricorrere al Tar chiedendo l’annullamento di quattro atti emanati dal Comune: la delibera di giunta n. 1 del 10 gennaio 2019, atto di indirizzo sul corretto utilizzo del territorio che per primo introduce che in “zona F” (classificazione di parte del terreno di via San Fermo) non si possono mettere a dimora vigneti o arboreti se non previa convenzione tra Comune e privato; la diffida all’impianto di due nuovi vigneti del 21 febbraio; la delibera del consiglio comunale del 27 febbraio, con cui è stato aggiornato il piano intercomunale di polizia rurale in linea con l’atto di indirizzo della giunta e, infine, l’ordinanza del 27 febbraio con cui il Comune aveva disposto la sospensione dei lavori di impianto di barbatelle nella “zona F”. I

 

l ricorso è stato inviato per conoscenza anche agli altri 14 Comuni della docg, con cui Vittorio Veneto ha avviato un tavolo di confronto per modificare il regolamento intercomunale di polizia rurale. Nel ricorso, i legali della Tenuta Agricola San Martino evidenziano come l’impianto del vigneto sia avvenuto nel rispetto dei regolamenti in vigore e che, prima di acquistare il terreno, si erano informati in Comune se in quei 2 ettari era possibile impiantare delle barbatelle, non ricevendo alcun diniego.

 

Quanto alla permuta del terreno con una parte dell’aviocampo, viene precisato che non è andata in porto non avendo ottenuto dal Comune risposte e certezze sui tempi della dismissione dell’area militare.

 



Claudia Borsoi

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