21 novembre 2019

Agenda

A Venezia la mostra “The Only Stable Thing”

A cura di Lucia Longhi

Mostre

quando 14/09/2019
orario fino al 03 novembre 2019
dove Venezia

VENEZIA - L’Associazione I Gioielli Nascosti di Venezia e la Fondazione Venezia Servizi presentano la mostra The Only Stable Thing, collettiva di artisti internazionali che mira a indagare uno dei linguaggi più interessanti oggi: l’arte cinetica e time-based. Artisti in mostra: Andreas Lutz, Aracangelo Sassolino, Carla Chan, Carolin Liebl & Nikolas Schmid-Pfähler, Edith Kollath, Felix Kiessling, Marianthi – Papalexandri Alexandri, Paul Leitner, Pe Lang.

La mostra, curata da Lucia Longhi, inaugurerà la sera di sabato 14 settembre nella splendida cornice di Palazzo Contarini del Bovolo, noto per la famosa scala.

Il momento inaugurale sarà arricchito dalla presenza degli artisti e da un evento scenografico e poetico offerto da Farfalle per Eventi. La mostra sarà visitabile tutti i giorni, fino al 3 novembre. Nelle opere in mostra, il movimento e il tempo vengono impiegati sia come aspetti formali che concettuali. La mostra si inserisce così nei dibattiti fondamentali relativi alla trasformazione, come i cambiamenti climatici e sociali, il ruolo della tecnologia, la comprensione del tempo e lo studio delle forze naturali. Jean Tinguely disse: “l'unica cosa stabile è il movimento”.

Da questa dichiarazione muove il percorso del progetto, perché ciò che essa incarna è una visione nuova della relazione tra uomo, tempo e arte, in cui l'opera non è più solo veicolo di rappresentazione del tempo, bensì esperienza di esso, attraverso la tecnologia. Proprio quella tecnologia che è il mezzo attraverso cui l’uomo ha cambiato la sua relazione con il tempo. “Accettate l’instabilità” recitava l’appello di Tinguely nel 1959: un invito a capire che l’immobilità non esiste, e che l’unica costante è il movimento di cambiamento, disintegrazione e rinnovazione continua.

Quel manifesto urlava a un tempo storico che accelerava, e che è andato accelerando fino ai giorni nostri. Oggi la tecnologia sta disegnando codici visivi ed emozionali nuovi, plasmando la nostra coscienza e la nostra capacità di astrazione. Uomo e tecnologia stanno rinegoziando i loro ruoli nella comprensione del tempo, inteso sia come dimensione fisica, che come epoca storica. A livello concettuale, la riflessione delle arti time-based coinvolge infatti il tempo in questa sua duplice entità. Le pratiche artistiche legate alla scienza, alla tecnologia, all’ingegneria e alla robotica si impongono dunque come strumenti essenziali con cui l'arte è chiamata ad esplorare il presente, perché sono essi i codici della contemporaneità. Molti artisti sembrano aver accolto l’appello del pioniere dell’arte cinetica, e hanno aperto, con le loro opere, riflessioni cogenti. Nel fascino per la meccanica e la tecnologia si compie dunque un legame tra l’uomo, la scienza e il tempo.

L’artetime-based è infatti anche un luogo per esplorare l’accelerazione della modernità attraverso il progresso scientifico: la tecnologia non è soltanto un medium, ma anche soggetto di indagine. Nell’esercizio artistico, tuttavia, la macchina non è coinvolta soltanto per celebrare un’estetica tecnologica: di essa, vengono interrogati anche l’intelligenza e il ruolo. Nelle installazioni tecnologiche, il movimento è percepito dall’uomo nella sfera delle emozioni. Siamo visceralmente coinvolti dal movimento, sia negli esseri viventi che inanimati, ed è anche da questa pulsione che ha origine la fascinazione per la kinesis nell’arte. La robotica va sempre più in questa direzione, sfruttando l’istinto ad associare il movimento con la vita.

Cinquant’anni fa Armstrong compiva la prima camminata sulla luna e centinaia di milioni di persone lo videro compiere quel passo.

Ciò che si presentò di fronte agli occhi dell’umanità non fu un'immagine statica, bensì un movimento. Era quella la vera prova, straordinaria, della vita umana sulla luna. Il movimento è prova di vita - dove c'è movimento, c'è vita. Il tempo oggi non è più quello scandito dall’orologio meccanico: è molteplice, o dilatato, o istantaneo, o congelato, o accelerato. Si rivela in ogni possibile dimensione e significato. L’esercizio di astrazione poetica sul concetto di tempo porta quindi l’uomo a un avvicinamento alla natura e al cosmo. Il tempo dunque è uno stato di movimento, ed è l’unica cosa davvero stabile, perché è cambiamento. Le time-based arts emergono tra gli strumenti culturali più efficaci per sondare ed esprimere questa verità. Queste opere sono un invito ad approcciarsi al tempo da angolazioni differenti: valutarlo come evoluzione, quantificazione e progresso ma, anche, come mistero e caos.

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