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27 giugno 2019

Treviso

UN INNOVATIVO ESAME PER RICERCARE IL TUMORE ALLA PROSTATA

Il cancro della prostata rappresenta il 20.3% dei tumori dei maschi veneti

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MONASTIER - Un innovativo esame di laboratorio per la ricerca del cancro alla prostata, creato negli Usa e in Germania nel 2004, è ora possibile anche in Veneto.

Lo offre la Casa di Cura 'Giovanni XXIII' di Monastier, che si accoda alle uniche realtà sanitarie del paese che dispongono di un tale laboratorio: S.Raffaele di Milano, Centro ricerca 'Candiolo' di Torino, Centro ricerca di Erba (Milano) e ospedale di S. Marino.

L'identificazione precoce dei pazienti affetti da un tumore della ghiandola prostatica è un obiettivo primario.

Dai dati del Registro Tumori del Veneto emerge che il cancro della prostata rappresenta il 20.3% dei tumori dei maschi con stime superiore ai 3500 nuovi casi all'anno (3667 casi nel 2009), un terzo dei quali in età compresa tra i 45 e i 64 anni. Nell'Asl 9 Treviso c'é un'incidenza superiore alla media.

Nel Veneto dal 1987 al 2004 vi è stata una crescita annua del 6,96%. Il tasso di mortalità tra il 1987 e il 2004 è significativamente sceso del 2.13%; nel 2007 ci sono stati 488 decessi per tumore della prostata, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi dei casi incidenti è del 92%.

Recentemente è emersa la necessità di utilizzare dei marcatori tumorali più accurati e specifici rispetto al PSA e al PSA libero, normalmente impiegati nel percorso diagnostico-terapeutico della malattia. L'impiego di marcatori tumorali più accurati ha lo scopo di ridurre la mortalità cancro-specifica, limitare il numero di biopsie inutili perché negative (circa il 60-70% di tutte le biopsie oggi eseguite) ed identificare quelle forme neoplastiche che diventeranno clinicamente significative. E' stato dimostrato che l'elevata presenza dei 2-proPSA è significativamente più elevata nel sangue dei pazienti portatori di carcinoma della prostata.

E' stato stimato che l'impiego di questo nuovo esame può ridurre tra il 10-30% l'utilizzo della biopsia prostatica. Il dosaggio del p2PSA e l'indice phi (forma matematica che si ricava dal confronto di tre tipi di Psa) sembrano correlare con i tumori che hanno una maggiore aggressività. Ciò potrebbe consentire di individuare i pazienti per i quali si impone un trattamento curativo rispetto a quelli da avviare a un programma di controllo programmato.

 

 

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