06 dicembre 2019

Nord-Est

Un grido d'aiuto dall'isola di Pellestrina, gli abitanti:"Siamo allo stremo"

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Un grido d'aiuto dall'isola di Pellestrina, gli abitanti:

di Maggiolen Uscotti

 

“Vogliamo un appuntamento con Zaia”, questo l’appello delle famiglie del quartiere “13 case” di Pellestrina, che hanno visto l'acqua "granda" sommergere il piano terra delle proprie case durante la terribile mareggiata del 12 novembre. A fare da portavoce per gli abitanti, Michela Tiozzo, cuoca presso l’asilo nido “Sole” al lido di Venezia.

 

Cosa è accaduto il 12 Novembre?

 

Erano le 22:30, nell’arco di 12-15 minuti la marea ha investito le nostre case allagandole per 1/3 della loro superficie, non abbiamo avuto il tempo di comprendere cosa stesse accadendo. Il piano terra era completamente sommerso d'acqua lagunare mischiata a quella fognaria. La mareggiata è stata così violenta d'attraversare le bocche di lupo e sfondare alcuni muri. Non ce lo aspettavamo, il 2 ottobre era perfino uscito un articolo che confermava il corretto funzionamento dei sistemi delle pompe idrauliche e del sistema di drenaggio in caso di acqua alta. Un’opera che ha visto un finanziamento di un milione e mezzo di euro e che non è servita a nulla.

 

 Cos’è successo dopo?

 

Per ben 48 ore questa zona è stata come un acquitrino. Abbiamo buttato, con le lacrime agli occhi, i mobili, i libri e gli elettrodomestici. La protezione civile dopo ore di lavoro se n'è andata, non avevano dei rimpiazzi per sostituire le squadre. Abbiamo chiesto che lasciassero almeno i macchinari per poter continuare il lavoro, così non è stato e abbiamo perso altro tempo prezioso

 

Come vi siete sentiti?

 

Abbandonati, non abbiamo avuto alcun supporto se non dall’assessore Boraso che per primo è venuto ad assisterci e ha allertato i pompieri della situazione. Assurdo che il Comune non abbia messo a disposizione le squadre VERITAS per la raccolta dei rifiuti. Non avevamo da mangiare, il supermercato è tutt’ora chiuso, fortunatamente la CARITAS ha distribuito latte e omogenizzati per i nostri figli.

 

Avete avuto solidarietà dal vicinato?

 

Assolutamente, siamo una famiglia allargata, tra di noi la comunanza è un fatto scontato. Abbiamo avuto un grande sostegno anche da familiari e colleghi che hanno messo a disposizione i propri beni e il loro aiuto.

 

Cosa vi preoccupa?

 

Dobbiamo icostruire le fondamenta delle abitazioni, nello stato in cui ci troviamo gli eidifici non sono agibili e le assicurazioni non coprono le spese. Abbiamo finito i permessi dal lavoro, siamo allo stremo delle forze.Vogliamo parlare con il Commissario

 

Cosa volete chiedere?

 

Un aiuto, la data di scadenza per l’invio dei moduli per la richiesta danni è fissata per il 20 dicembre, ma parte della documentazione richiesta l’abbiamo persa durate la mareggiata. Siamo in difficoltà, c’è chi sta pagando un muto e non tutti possono permettersi avvocati, architetti e periti. Abbiamo bisogno che il commissario veda con i propri occhi la situazione drammatica in cui ci troviamo, dobbiamo trovare una soluzione. Il nostro quartiere è stato distrutto, vogliamo ricostruirlo, ma per farlo abbiamo bisogno di aiuto e di essere ascoltati.

 

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