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25 giugno 2019

Treviso

Un cardiologo della Giovanni XXIII visiterà gratuitamente la popolazione di Arquata

Dalla casa di cura di Monastier fondi e assistenza per le popolazioni colpite dal terremoto

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casa di cura giovanni XXIII

TREVISO - Nell’aprile del prossimo anno ci sarà la posa della prima pietra del nuovo poliambulatorio di Arquata del Tronto, frutto anche della solidarietà trevigiana. È questa la splendida notizia data dal presidente dell’Avis provinciale di Ascoli Piceno, Berardino Lauretani, alla serata organizzata dalla Casa di cura “Giovanni XXIII” di Monastier che ha visto la consegna di altri 5mila euro al progetto sanitario nelle Marche, colpite dal terremoto del 2016. Una parte della cifra raccolta viene dai proventi di mammografie ed esami diagnostici effettuati durante i mesi della prevenzione del tumore a seno alla stessa Casa di Cura, quindi dalle donne trevigiane e venete. Un altro, fondamentale tassello di una collaborazione che da due anni vede insieme la “Giovanni XXIII”, Avis Veneto e Avis Marche per la realizzazione del poliambulatorio in una zona duramente colpita dal sisma e dove c’è bisogno di tutto.

La nuova struttura sarà composta da quattro ambulatori e sarà l’unico punto di riferimento sanitario per migliaia di persone tra abitanti e turisti che, pian pianino, stanno tornando a visitare i parchi della zona, in particolare quelli dei Monti Sibillini e dei Monti della Laga. La struttura più vicina, infatti, dopo il terremoto che ha distrutto anche Amatrice, è ad Ascoli Piceno. La Casa di Cura, che già ha inviato un defibrillatore al medico del paese, ha annunciato che si occuperà anche dell’arredamento di uno o più ambulatori e che un suo cardiologo, il dottor Totò Giujusa, ha dato disponibilità a recarsi una volta al mese gratuitamente per visitare la popolazione di Arquata. Nel frattempo, la raccolta fondi continuerà, sempre tramite Avis regionale Veneto.

A consegnare l’assegno Gabriele Geretto, amministratore delegato della Casa di Cura: “Attraverso la partecipazione indiretta di tante donne “solidali”, continuiamo nell’impegno iniziato nell’ottobre dello scorso anno –ha detto- per far tornare alla normalità una popolazione che ancora oggi si trova in condizioni veramente difficili”.

 

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