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20 novembre 2017

Italia

Un’ Ape piena di libri. Per bambini

Tra i campi di grano della Basilicata, un maestro in pensione promuove il piacere della lettura. Senza finanziamenti

Emanuela Da Ros | commenti | (1) |

MATERA – D’accordo: ora c’è l’i-book. Il libro che si può leggere su tablet. Che arriva sotto i nostri occhi miopi o ipermetropi (è il mio caso) senza passare dalle nostre mani, dalle mani dell’amico librario, dallo scaffale (polveroso: è sempre il mio caso) della nostra libreria di casa, o dal registro dei prestiti di una biblioteca.

Ma è un libro virtuale, ancora poco diffuso, e che – soprattutto – non si può annusare, o personalizzare con l’orecchia. E’ un libro senza impronte. Ma che, senz’altro, diventerà in un futuro rapidissimo il nostro naturale e quotidiano approccio/intreccio alla lettura.

 

In attesa che questo avvenga, il libro di carta, il libro “da sfogliare” resta le nostre ali di libertà, fantasia, piacere, crescita.

Le ali di carta dei libri (e tutte insieme pesano) per il momento volteggiano nel modo più bello sopra la Basilicata. Dal piccolo paese di Ferrandina, in provincia di Matera, un maestro in pensione, Antonio La Cava, ha pensato di dare in pasto ai bambini i libri. I libri tradizionali. “Quindici anni fa – spiega La Cava – ho caricato su un furgone, preso in prestito, un po’ dei libri che avevo e ho dato vita a una biblioteca itinerante. La cosa ha funzionato così bene che ho preso un’Ape 50 e ci ho caricato altri libri. Ho iniziato a passare di paese in paese per prestare gratuitamente volumi a bambini e ragazzi di borgate e quartieri remoti. Nel 2003, l’idea ha suscitato un po’ di curiosità mediatica. Poi tutto è scemato: a me è rimasto il riscontro dei bambini. Il mio appuntamento con loro era improcrastinabile".

 

Il maestro Antonio La Cava, 68 anni, di cui 42 di servizio, tiene a precisare che l’idea di una biblioteca itinerante non gli è venuta con il pensionamento. Che non si è “dato da fare” perché “non aveva nulla da fare”.

Già 15 anni fa, percorreva i poggi della Basilicata per far arrivare ai bambini il piacere della lettura, "perché – dice – è vero che a scuola si impara a leggere e a scrivere, ma da questo ad amare la lettura ce ne passa”. Col tempo (e con la sua pensione) Antonio La Cava si è comprato un’Ape col motore diesel, ci ha montato sopra un tetto a casetta e ogni giorno percorre anche 200 chilometri per prestare libri. E per un’altra iniziativa.

“I bambini – dice – non hanno solo bisogno di racconti, ma di raccontare. Nel Bibliomotocarro (così si chiama la sua biblioteca viaggiante) i bambini trovano dei Quaderni Bianchi: dei fogli rilegati con una copertina cartonata che possono rimepire loro stessi. In staffetta. Un bambino inizia una storia e, dopo averla fatta salire sul Bibliomotocarro, la fa proseguire a un altro bambino che vive un po’ più in là, in un altro paese, in un altro quartiere, in un’altra casa. I libri diventano quindi diari in fieri, racconti in perenne costruzione in “cantieri” diversi”.

 

Maestro: chi finanzia la sua attività?

Nessuno. Però, da quando – qualche mese fa – sono stato ospite di Ballarò, l’attenzione sul Bibliomotocarro è decollata. E ricevo proposte di adesione a diverse iniziative, anche fuori dalla Basilicata. Oltre che donazioni di libri che sono bene accette. Perché il mio scopo è sempre lo stesso: trasmettere quello che la scuola (e la famiglia) non riesce a comunicare: il piacere del leggere. E se è un’Ape il veicolo utile allo scopo, io lo metto in moto.

 



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Emanuela Da Ros

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Vorrei capire come mai. Sempre più ultimamente. Su Oggi Treviso. C'è questo strano abuso. Della punteggiatura. Anche dove non serve.

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