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21 giugno 2018

Vittorio Veneto

"Il tuo sorriso è stato luce in un mondo tenebroso": l'addio alla 24enne Maila Casagrande

Oggi il funerale della giovane sposa, commozione a Tarzo

Silvia Ceschin | commenti |

TARZO - Il suo sorriso vive nei cuori e nei ricordi delle centinaia di persone che ieri pomeriggio hanno gremito la chiesa di Tarzo per l’ultimo saluto a Maila Casagrande, la giovane sposa scomparsa domenica scorsa a causa di una malattia rara.

 

“Una giovane donna che ha sempre vissuto con il sorriso, – ha ricordato don Francesco Cerruti nell’omelia - e questa è già da sola una grandissima grazia per chi l’ha conosciuta. Stiamo divenendo tutti un popolo di persone tristi, avvilite e annoiate. Il sorriso di Maila è stato un grande dono, uno squarcio di luce in mezzo a un mondo tenebroso, nebbioso. Aveva un carattere forte e coraggioso, al confine con la sana testardaggine. Con la stessa grinta ha affrontato una malattia che l’ha portata alla fine della sua vita terrena. “Siate coraggiosi” è il messaggio di Maila oggi”.

 

Maila sapeva anche sognare. E, nonostante le difficoltà della malattia, non ha rinunciato ai suoi sogni. Quattro mesi fa, con rito civile, aveva detto “sì” al suo Valentino. Lo avrebbe ripetuto anche davanti all’altare, ma il male l’ha portata via prima che accadesse.

 

“Non era una sprovveduta – ha continuato il parroco di Tarzo – Sapeva benissimo che i sogni della vita si possono infrangere contro gli iceberg vaganti nel grande mare della vita stessa. Ostacoli che derivano dalla salute, come nel suo caso, dal lavoro o dal mondo degli affetti. Lo sapeva, ma non ha comunque rinunciato a sognare. Troppa gente oggi rinuncia a sognare perché ha paura, paura che quei sogni non si realizzino. E allora anziché prendere il largo nella vita, preferisce veleggiare in acque sicure vicino alla riva impoverendo la propria esistenza. Maila invece ha sempre avuto il coraggio di sognare. Mi vengono in mente le parole pronunciate dal geniale Steve Jobs che rivolgendosi ai giovani li invitava a essere “affamati” e “folli”, affamati di sogni e folli nel perseguirli”.

 

Sopra la bara i fiori bianchi lasciati dal marito Valentino e dalla famiglia, dalla mamma Vania, dal papà Stefano e dai due fratelli. Gli affetti che l’hanno accompagnata e sostenuta nel difficile percorso iniziato circa un anno fa quando le fu diagnosticata la malattia rara.

 

Un calvario che l’ha portata dentro e fuori gli ospedali alla ricerca di una rinascita. Un percorso fatto di speranze e delusioni. All’Università di Trento aveva tentato una cura nuova, ma in Maila la malattia, già rara, si era manifestata in tutta la sua violenza per non lasciarle scampo. La giovane commessa di Vittorio Veneto si è spenta domenica scorsa, ma il suo sorriso di ragazza tenace e positiva vive ancora nei cuori di chi l’ha amata.

 



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Silvia Ceschin

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