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20 giugno 2018

Valdobbiadene Pieve di Soligo

A tu per tu con Angela Colmellere, la neodeputata "rosa" della Lega

Le prime impressioni del sindaco di Miane dopo l'elezione alla Camera dei Deputati

Roberto Silvestrin | commenti |

angela colmellere

MIANE - E' appena stata eletta alla Camera dei Deputati, Angela Colmellere, sindaco di Miane ed esponente “rosa” dei “verdi” della Lega. Si è praticamente trovata catapultata in queste politiche, perché – come ammette lei stessa - “è stata la sezione del mio paese a candidarmi, io non sapevo nulla”.

 

Prima dell’elezione, quindi, è stata la sua stessa candidatura ad essere inaspettata. “Ancora – parola di Colmellere - non me ne rendo conto. Ma sono contenta. Certo che se mi avessi chiesto, fino a due mesi fa, se mi sarei candidata, ti avrei risposto: ‘ma che domande fai?’

 

Perché ti hanno scelta?

 

Sono un amministratore. Salvini era stato chiaro: voleva il contatto con la realtà, ma “da dentro”. Per capire i bisogni della gente.

 

Che tipo di bisogni?

 

Beh, quando la gente viene da me mi chiede aiuto per cercare un lavoro. Non mi chiedono un contributo fine a se stesso, mi conoscono. Sei molto attaccata alla “tua” gente.

 

Rimarrai sindaco di Miane?

 

Certamente. A me piace fare il sindaco, lo faccio da 9 anni e ho ancora un anno di mandato. Mi piace stare con la comunità e il rapporto che ho con le persone. Farei anche il terzo mandato, ma non si può.

 

Ti attende una vita da pendolare quindi…

 

Farò la spola. Da martedì a giovedì a Roma, gli altri giorni nel mio comune. Vorrei tornare per un attimo a quel manifesto che ti ha creato così tanti problemi.

 

Com’è andata davvero?

 

Io ho scritto i testi. Mentre la foto era sul mio profilo Facebook, era stata scattata al poligono, durante una gara goliardica tra sindaci. Per questo c’è quel sorrisetto in quello scatto.

 

Ma il messaggio vero quale voleva essere?

 

Che lo Stato non deve essere un far west, e che è necessario intervenire per la sicurezza. Bisogna dare più strumenti alle forze dell’ordine, ci vuole un maggiore monitoraggio del territorio. E anche maggiori risorse economiche per assumere, per esempio, agenti di polizia locale.

 

Si riferisce anche a Miane?

 

Sì, io devo amministrare un comune che ha un solo vigile urbano.

 

Poi c’era anche la questione della legittima difesa, se non erro…

 

Certamente. Se qualcuno difende la propria famiglia e poi si trova indagato per tentato omicidio, siamo di fronte ad quadro normativo che va sicuramente rivisto.

 

Ti hanno minacciato di morte per quella foto, no?

 

Sì, non c’è più rispetto. Non si può augurare la morte per uno scatto.

 

Rifaresti quel manifesto?

 

No, non è piacevole ricevere quelle minacce. A volte si incontrano dei mostri.

 

Da dove deve ripartire l’Italia?

 

Bisogna rilanciare l’economia, e soprattutto l’occupazione. Si devono far rientrare i capitali che sono all’estero nel nostro paese, con una detassazione per chi investe qui.

 

Che governo auspichi?

 

Un governo che abbia un minimo di stabilità, il popolo ne ha bisogno. Il Rosatellum fa acqua da tutte le parti: se ci sono delle alleanze spero che vengano fatte con la condivisione dei programmi. Ragiono però anche in termini di numeri: come coalizione abbiamo raggiunto un ottimo risultato, ora bisogna trovare un alleato. 

 

Quali sono le priorità del tuo mandato?

 

In primis l’autonomia del Veneto. I cittadini ce l’hanno chiesto a gran voce. Ma anche la ripresa economica, come dicevo: attraverso defiscalizzazione e sburocratizzazione. Sicurezza, e una rivisitazione della “buona scuola”.

 

Tu sei stata sotto i riflettori anche per un’altra vicenda, quando hai proposto la riapertura delle “case chiuse”. E anche lì ti sono piovute addosso molte critiche.

 

E’ normale, quando fai le battaglie trovi chi ti ostacola e chi ti appoggia. Quella era una battaglia di civiltà per difendere la dignità della donna stessa. Se la prostituzione viene regolamentata si capisce subito chi sceglie quella strada e chi invece è costretta a perseguirla. Le case chiuse tolgono le ragazze dalla strada, assicurando anche migliori condizioni igienico-sanitarie e togliendole dai giri malavitosi. Senza trascurare il lato economico.

 

Da leghista non ti si può non chiedere cosa farete per la questione immigrazione…

 

Va normata di più e meglio. Da sindaci gestiamo una situazione che è fuori controllo, e che lo sarebbe ancor di più, se continuassero ad arrivare. Però e vero che io ti aiuto, se mi dimostri che la tua situazione è urgente e pericolosa.

 

Hai anche un’esperienza “autobiografica” in tal senso, giusto? Sì, vengo da una famiglia che diede una casa a delle persone che provenivano dal Kosovo, che avevano perso tutto per la guerra. Però secondo voi non a tutti va riservato lo stesso trattamento…

 

Se uno non può stare qui, un sindaco cosa può fare?

 

Non hanno nulla, nemmeno da mangiare. Però sono qui, e non possiamo farli dormire nei parchi, dobbiamo comunque assicurare loro condizioni di vita accettabili. Per questo diventano un costo, e anche un pericolo. Perché non hanno nulla da perdere. Bisogna separare chi scappa dal disagio e chi è qui per vivacchiare.

 

E' possibile leggere il resto dell'intervista sul Quindicinale in uscita il 29 marzo. 

 



foto dell'autore

Roberto Silvestrin

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