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13 novembre 2018

Treviso

Trovato con mezzo chilo di marijuana, arrestato profugo della Serena

Il 21enne riforniva i pusher del centro, pedinato da mesi dalla polizia locale venerdì è stato fermato, ma è già tornato in libertà

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TREVISO - Centinaia di dosi di droga pronte per essere vendute e mezzo chilo di marijuana nascosto vicino al letto. E ancora un telefono cellulare, contanti e un’agenda dove segnava i nomi degli spacciatori.

Questo il bottino scoperto dagli agenti ad un 21enne nigeriano ospite del centro di accoglienza all’ex caserma Serena. Il giovane, tenuto sotto controllo dagli agenti della polizia locale dallo scorso luglio, è stato arrestato venerdì pomeriggio per possesso di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Il 21enne venerdì è stato visto mentre raggiungeva in bicicletta il centro storico di Treviso. Gli agenti lo hanno intercettato lungo il Terraglio e lo hanno perquisito. Addosso gli hanno trovato due etti e mezzo di marijuana, divisa in 10 pacchetti del peso di circa 25 grammi ciascuno. 

Immediatamente accompagnato al Comando di via Castello d'Amore per l'identificazione, gli agenti hanno poi chiesto l’autorizzazione per accedere alla Caserma Serena e perquisire l suo alloggio. Con l’aiuto dell’unità cinofila gli agenti hanno scoperto in un cassetto chiuso a chiave, altri 230 grammi di marijuana e centinaia di euro, insieme ai propri documenti personali.

Per il 21enne sono scattati gli arresti domiciliari, in caserma, in vista del processo per direttissima che si è svolto sabato mattina, al termine della quale ha patteggiato due anni con sospensione condizionale della pena. E da sabato pomeriggio è tornato in libertà.

Il sindaco Mario Conte e il comandante della polizia locale, Maurizio Tondato, non nascondo la loro rabbia: “Dopo mesi di pedinamenti, intercettazioni, ricerche sul campo e tante energie profuse, vediamo un importante grossista della droga del trevigiano che probabilmente non viene punito a dovere, dovendo noi come Polizia Locale restituirgli quanto sequestrato perché non ci sarebbe la prova che il denaro fosse il provente della sua attività di spaccio”.

“Non è possibile una situazione del genere - tuona Conte - Presenterò al Ministro dell’Interno Matteo Salvini una relazione dettagliata perché non è possibile buttare all’aria mesi di indagini per la mancanza di certezza della pena. Ringrazio comunque il comandante della Polizia Locale Maurizio Tondato e tutti i suoi uomini per il grande lavoro e la professionalità dimostrata anche in questa importante operazione antidroga”.

 

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