20 luglio 2019

Treviso

A Treviso troppi bed&breakfast abusivi, scattano i controlli

Da inizio anno la polizia locale ha effettuato circa 50 controlli e riscontrato due violazioni di natura pensale

Isabella Loschi | commenti |

TREVISO - Il proliferare di alloggi e bad&breakfast non registrati che rappresentano una concorrenza sleale nei confronti di chi conduce alloggi rispettando le norme di legge, ha portato il Comune di Treviso, Fondazione Marca Treviso, Federalberghi e Confcommercio ha sottoscrivere un accordo per la lotta all’abusivismo extralberghiero.

In Veneto è stato rilevato, secondo i dati in possesso di Federalberghi, un sommerso turistico piuttosto rilevante, con 1.757 alloggi offerti sul web nella Provincia di Treviso (dato aggiornato ad aprile 2019) di cui 421 solo a Treviso, oltre ai 136 di Mogliano, gli 87 di Vittorio Veneto, i 64 di Preganziol, 49 di Borso del Grappa, 46 di Asolo e 32 di Roncade e 31 di Montebelluna.

Proprio per questo motivo, sono iniziati i primi controlli da parte della Polizia Locale di Treviso su tutte quelle attività ricettive (B&B) che forniscono il servizio anche tramite portali web o applicazioni per smartphone. Un fenomeno, quello dell’abusivismo, che negli ultimi anni è diventato difficilmente controllabile e che trascina con sé conseguenze dannose per il tessuto sociale ed economico.

“Da inizio anno sono stati effettuati circa 50 controlli a cura dell’ufficio commercio del comando di polizia locale” - spiega il comandante della Polizia Locale di Treviso Andrea Gallo. “Sono emerse due violazioni di natura penale che sono state subito notiziate alla Procura della Repubblica. A seguito dell’incontro di ieri tali controlli saranno ulteriormente rafforzati anche attraverso il raffronto e lo scambio di informazioni attraverso le banche dati che abbiamo a disposizione grazie agli addetti del settore”.

Le attività, nella maggioranza dei casi, non sono fonti integrative di reddito ma un vero e proprio business che portano peraltro fatturati o ricavi consistenti ai quali non corrispondono poi apporti equivalenti in termini di contributo all’erario e sostegno al lavoro.

Allo stato attuale, la Regione Veneto si è già attivata per affrontare efficacemente il problema. Lo scorso 11 giugno il Consiglio Regionale ha approvato il Progetto di Legge della Giunta “Disposizioni in materia di ricettività turistica” che ha istituito il Codice Identificativo della Struttura ricettiva, adempimento amministrativo successivo per far conoscere le strutture ricettive e per assicurare la concorrenza leale tra operatori del settore. In base all’accordo raggiunto fra Comune di Treviso, Federalberghi, Confcommercio e Fondazione Marca Treviso, verranno potenziati i controlli lavorando anche a stretto contatto e verranno create pagine apposite condivise fra enti, associazioni di categoria e istituzioni per la mappatura delle strutture in regola. Nel nuovo portale si potranno inoltre segnalare le presunte attività illecite.

“È molto importante lavorare insieme per contrastare il fenomeno dell’abusivismo extralberghiero, che non fa bene al turismo e, nello specifico, nemmeno alla città di Treviso visto che l’offerta di questi alloggi va contro al ripopolamento del centro storico e anche ai prezzi dei canoni di affitto” - afferma l’assessore ai Beni Culturali e al Turismo Lavinia Colonna Preti. “È fondamentale inoltre garantire ai visitatori un alto standard qualitativo delle attività ricettive che devono offrire servizi efficienti, l’ospitalità e idonee condizioni per il soggiorno. Ci sono imprenditori che investono moltissimo nelle strutture di qualità ed è importante lavorare in sinergia affinché la qualità e il rispetto delle regole sia la normalità. In questo senso anche grazie al nostro vicesindaco Andrea De Checchi verrà fatto un grande lavoro con le attività produttive trevigiane”.

 



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Isabella Loschi

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