14 ottobre 2019

Treviso

A Treviso ha aperto la prima casa per i papà separati

Si tratta di una struttura dedicata all’accoglienza temporanea dei padri in difficoltà

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TREVISO - Ha aperto a Treviso la prima “Casa per i Papà”, una struttura dedicata all’accoglienza temporanea dei padri separati o divorziati, in un ambiente adatto ad ospitare i figli, favorendo il rapporto genitoriale. Nella casa, in Galleria d’Alviano, si potranno ospitare fino a tre padri, in camere letto organizzate per accogliere periodicamente i figli, due bagni ad uso comune e un ampio soggiorno per i momenti di convivialità.

 

L’ospitalità ai padri prevede un periodo iniziale di 9 mesi, prorogabile fino al massimo fino a un anno. Il progetto che vede capofila Volontarinsieme – Csv Treviso e la partecipazione delle associazioni Dire Fare, Figli e Genitori Separati, Casa San Cassiano, “an Vincenzo consiglio centrale di Treviso, e Comunità di S. Egidio, gode del patrocinio del Comune di Treviso e il supporto dell’Israa, che ha messo a disposizione del Centro servizi volontariato un appartamento di sua proprietà, ad un prezzo molto agevolato.

“In questo momento storico, una delle nuove e spesso latenti emergenze è data proprio dalla situazione dei padri separati che, in seguito alla fine del matrimonio, si ritrovano a vivere improvvisamente in povertà economica e relazionale - spiegano i referenti del progetto - Si stima che, nel 10% dei casi di separazione con figli, i padri si trovino in potenziale situazione di marginalità. Ecco che “Una casa per i Papà” è un progetto pensato per offrire ai padri un sostegno temporaneo all’esigenza di un’abitazione a costo accessibile, in un ambiente dignitoso e adatto ad accogliere e ospitare i figli”.

 

Il progetto mira anche ad offrire un supporto nella ricerca di una possibilità lavorativa stabile laddove ci fosse la necessità, un accompagnamento alla gestione delle finanze e alla ricerca di una soluzione abitativa definitiva. Per accedere alla struttura una apposita commissione valuterà i requisiti dei singoli, stabili dalla rete progettuale quali: l’ultima residenza in provincia di Treviso; padre separato o divorziato o componente di coppia di fatto con almeno un figlio minore residente nella provincia di Treviso, privo di abitazione o con necessità di rilascio dell'alloggio familiare a seguito di sentenza dell'autorità giudiziaria; non avere proprietà o usufrutto di un'abitazione; essere privo di qualsivoglia soluzione abitativa in provincia;non avere un reddito tale da permettere il sostegno di un affitto a prezzo di mercato; non aver riportato sentenze penali e non venire da percorsi di dipendenze.

L'assegnazione della stanza comporta per i beneficiari la sottoscrizione di un contratto d'uso modale, che prevede la corresponsione da parte dell'assegnatario, di un contributo mensile per l'uso esclusivo della camera e l'uso promiscuo del bagno e degli altri spazi, per i consumi energetici (luce, acqua, gas e rifiuti) e per l'utilizzo degli arredi e delle attrezzature messi a disposizione.

 

“Il progetto nasce da un percorso condiviso, che ha portato all’emersione di marginalità nuove e, purtroppo, in costante aumento – sottolinea Alberto Franceschini Presidente di Volontarinsieme - Csv Treviso – Questo progetto di accoglienza, permette una sistemazione transitoria di quei padri che, nella fase di separazione, si trovano in difficoltà abitative ed economiche. Contemporaneamente, la rete progettuale vuole accompagnare queste persone nel percorso verso l’autonomia, favorendo e supportando inoltre la responsabilità genitoriale sui figli minorenni, affidati alla figura materna o in regime di affido condiviso”.

 

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