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27 giugno 2017

Treviso

Treviso cambia volto: contrasto tra antico e moderno

Alberta Bellussi | commenti |

TREVISO - In questi giorni è emersa una polemica di carattere urbanistico-estetico che apre riflessioni molto interessanti sull’aspetto futuro delle nostre città.

 

A suscitare queste riflessioni sono i vari edifici moderni che stanno sorgendo in giro per la città di Treviso (San Pelajo, San Antonino, Via Pasteur, Via l. Lorendan).

 

Ultimo in ordine di tempo quello che ha portato ad abbattere la vecchia casa dell’astronomo Giuliano Romano, risalente al 1953 e fatto con materiale povero, davanti alle porte dell’antica chiesa di S. Francesco.

 

Lo spazio sarà occupato da un edificio moderno disegnato dallo studio B+B e realizzato dall’impresa GSE srl; è il secondo in questa area nel giro di poco tempo che si contrappone alla linearità rigorosa dell’antica chiesa del Duecento. Le nostre città sono piene di edifici vecchi e spesso in stato di degrado: quando si interviene su di essi sorge spesso il dubbio se conviene recuperare o demolire per ricostruire.

 

Interventi di questo tipo non sempre sono accettati di primo acchito dalla maggioranza delle persone perché c'è un gusto estetico spesso standardizzato e legato a vecchi canoni estetici. Se si pensa però alle grandi città, agli architetti che hanno fatto la storia e all’evoluzione dell’architettura, sono questi interventi coraggiosi ma rispettosi del contesto che danno nuovo vigore e personalità alle città.

 

Ci sono interventi moderni molto belli e ben inseriti. Luigino Bassetto, contitolare di GSE srl, ditta a cui è affidata la costruzione del nuovo edificio in Via Sant’Antoni, discussioni afferma con orgoglio: "La nostra azienda è riuscita a garantire lavoro a una cinquantina di persone ed è rimasta in piedi nonostante la devastante crisi che ha colpito il settore del mattone, proprio perché ha saputo rinnovarsi con interventi moderni, coraggiosi e di alta qualità".

 

"Oltretutto - afferma l’imprenditore - è un edificio che è stato autorizzato ed ha tutti i requisiti estetici e urbanistici per essere realizzato, basta solo lasciare il tempo alle persone di capirlo e di metabolizzarlo. La città è uno spazio in divenire che include passato e presente, strati di memoria ma anche coraggio di interventi nuovi e moderni".

 



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Alberta Bellussi
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