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23 maggio 2019

Treviso

TREVIGIANO RISCHIA DI MORIRE IN CARCERE NEL QATAR

Arrestato perchè in possesso di inalatore per smettere di fumare

Carlo De Bastiani | commenti | (16) |

TREVISO - Una disavventura dell’altro mondo. Marco Carmagnola, 46 anni, “imprenditore di me stesso” come ama definirsi, di Trevignano (Treviso), figlio di un noto colonnello dei bersaglieri, trapiantato per scelta di vita, da anni, in un paradiso delle Filippine dove ha pure scoperto l’amore, nei scorsi giorni ha rischiato di morire in una prigione di Doha, Qatar.

Marco Carmagnola (in foto nella sua casa nelle Filippine) deve la vita indubbiamente ai medici dei due ospedali del paese della penisola arabica dove era stato trasportato d’urgenza in condizioni disperate, ma soprattutto all’ambasciata italiana che è riuscita a farlo curare bene e a farlo rimettere in libertà. Dopo due notti e un giorno di cella dove aveva avuto un gravissimo malore a causa della tensione e della mancanza dei farmaci salvavita che doveva assolutamente prendere. Non gli è stato concesso né un bicchiere d’acqua né l’assunzione dei suoi medicinali. Tantomeno ha potuto mangiare.

Lui imprenditore dell’accoglienza turistica, dedito alla solidarietà, promotore di campagne internazionali a favore dei bambini (ha coinvolto pure il Rotaract ed il Rotary di Montebelluna in diverse iniziative per i bimbi, le scuole e gli ospedali), ha promosso l’arrivo a Cebu – la città in cui ha ritagliato il suo paradiso in terra: un resort sulla spiaggia, con la foresta alle spalle – di medici italiani per aiutare la popolazione; lui ben introdotto in ambienti ufficiali di Manila e Cebu; con la sua famiglia che gode di grande prestigio nella Marca e nel Veneto; è stato sbattuto in cella con criminali di ogni tipo, omicida compreso. “Ho trovato però più rispetto e solidarietà in cella che in aereo o dalle autorità del Qatar”.

Oggi Marco Carmagnola, dopo una settimana di calvario fra voli, carcere e ospedale, è ritornato nelle “sue” Filippine. Come ben servito nel Qatar gli hanno stracciato in faccia il biglietto che prevedeva anche il volo Doha – Cebu, nelle Filippine. Dicendogli che lui sulle linee aeree della Qatar Airways non avrebbe più messo piede. Nonostante gli oltre i 20 voli e più, fatti sulla tratta Venezia – Manila.

Un dettaglio in più: Carmagnola, per motivi di salute, stava viaggiando in business class. Con un biglietto da 3.000 euro. A bordo c’era pure la moglie. E così il trevigiano ha poi dovuto spendere un altro migliaio di euro per salire su un aereo, il primo possibile, diretto a Manila e di qui decollare per l’isola di Cebu. Dall’inferno al paradiso. La settimana d’inferno di Marco Carmagnola, in cui il lieto fine è stato reso possibile dall’efficace intervento dell’ambasciata italiana, poteva concludersi tragicamente in carcere. Senza i medicinali salvavita ha avuto un malore da cui ha avuto difficoltà a riprendersi, con una successiva crisi epilettica, malore che non lo aveva mai colpito.

Carmagnola racconta: “Sono partito lunedì 25 luglio da Venezia con un volo Qatar per Doha – Cebu, con scalo a Doha e coincidenza, dopo 90’ per Cebu, Filippine. Circa un'ora prima dell'atterraggio a Doha, ho attivato un inalatore a batteria del tutto simile ad una sigaretta che rilascia solo degli aromi non percepibili dagli altri passeggeri e che si vende in una qualsiasi farmacia. Un'assistente di volo lo nota e mi interrompe con modi poco cordiali al che ripongo l'inalatore nel taschino della camicia. Subito dopo l'atterraggio, salgono a bordo agenti della security aeroportuale che mi prelevano consegnandomi alla Polizia che mi sequestra passaporto e biglietto aereo impedendomi inoltre di accedere ai miei bagagli che la mia consorte avrebbe potuto portare a destinazione. Quei bagagli sono a tutt'oggi in qualche deposito dell'aeroporto e contengono inoltre medicinali facilmente deperibili di cui necessito.

All'alba, ammanettato, vengo tradotto in un carcere dove mi rinchiudono in una cella di circa 18 metri quadrati assieme ad altre sette persone le cui accuse andavano dal furto all'omicidio. Mi viene requisito il cellulare prima di un ulteriore trasferimento ammanettati a due a due con manette a snodo con cerniera, in quello che e' a tutti gli effetti un tribunale di giustizia sommaria: nessun interprete, nessuna possibilità di comunicare con l'esterno. Sempre due a due si torna in cella. Chiedo di poter utilizzare un bagno: non ha porte. Mi rinchiudono ancora dietro le sbarre; mi siedo su una panca appoggiando la schiena al muro e socchiudo gli occhi per mantenermi calmo. Dopo poco uno degli occupanti lo spazio angusto, mi da' delle pacche affettuose sulla spalla e con un angloamericano stentato mi dice che posso stendermi per riposare. Ho rifiutato cortesemente, ma altri due si sono alzati per lasciarmi posto sul duro legno. Avro' dormito forse venti minuti, ho di nuovo ringraziato i miei compagni di cella e loro mi hanno offerto una sigaretta. Chiedo alla guardia carceraria un po' d'acqua: “No water, no food...”.

Ho passato la notte in quelle condizioni, senza possibilità di fare una doccia e tanto meno di cambiarmi d'abito. Sotto stress, senza poter assumere i miei medicinali, il mattino dopo ho avuto un malore e sono entrato in crisi epilettica e sono stato ricoverato in un primo ospedale per essere poi trasferito in ambulanza ad un secondo dove sono stato tre notti assistito da medici e paramedici preparatissimi. Il contatto con l'ambasciata d'Italia di Doha e' stato fulmineo: mai avrei immaginato, senza doverlo richiedere, un incontro con la Dott.ssa Tosi, la vice ambasciatrice?, ed una sua collega che sono venute in ospedale ad incontrarmi condividendo ogni mio punto di vista”.

E poi la via crucis come si è conclusa?

“Quando mi hanno dimesso dall’ospedale mi son trovato in libertà. Ho dovuto prendermi così un taxi e sono andato all’aereoporto. Alle 17 arrivo e cerco di recuperare passaporto e biglietto; dopo 45 minuti un graduato della polizia aeroportuale mi consegna il passaporto ed un supervisore della Qatar mi straccia il biglietto davanti agli occhi dicendo: Lei non volerà mai più con noi”. Così ho dovuto spendere poco più di 1750 dollari americani per acquistare un biglietto con un'altra compagnia per la tratta Doha-Cebu via Manila. Conclusione: non ho commesso alcun reato, sono stato trattato da criminale, mi sono stati causati danni fisici e morali, la mia famiglia ha sofferto in modo indicibile: per 4 giorni non ha avuto mie notizie. Ha pensato addirittura che io fossi svanito nel nulla o che mi fosse successo il peggio. Chiedere un risarcimento è il minimo che potrò fare una volta che mi sarò rimesso in salute”.

Marco, una cosa non ho capito: quale è stata la sentenza del tribunale una volta che sei comparso davanti ai giudici di Doha?

“In pratica l'arresto in carcere è durato due giorni ed una notte, senza acqua nè cibo. La sentenza del tribunale non l'ho capita perchè espressa in lingua araba. E lì se non parli arabo sei spacciato. Nemmeno l’inglese mi è servito…”.

Dopo 20 voli con la Qatar Airways ora Marco Carmagnola è finito anche nella black list. Poteva morire in cella, non potrà più volare con la Qatar, il tutto senza un perché. A meno che non sia reato “fumare” una “sigaretta” elettronica che emana profumi e non fumo e che si vende in farmacia. Perché, perché, perché???

Sergio Zanellato

 



foto dell'autore

Carlo De Bastiani

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Spesso vengono accese queste finte sigarette per provocare la reazione di chi è presposto a far rispettare il divieto di fumare.
Chi mi assicura che la reazione al richiamo delle hostesses
sia stato entro i limiti ?
Visto che viene riferito che è stato incarcerato e processato senza sapere il perchè, se fosse per esagerata reazione ( anche fisica ) al richiamo di hostess e/o pilota ?
In questo caso in casa d'altri.
Interessante sarebbe conoscere anche l'altra versione.

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La storia puzza che metà basta.
Ha detto di aver avuto contatti meravigliosi con l'ambasciata e i medici, e poi dice che la sua famiglia non sapeva che pensare visto che non aveva più sue notizie?
Ma dico, sta prendendo in giro?

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Ma che bella storia!!! quella del nobile trevigiano braccato dagli arabi, sbattuto in cella ingiustamente da quei barbari!!
Complimenti per il vostro giornale, chi sara mai il direttore? Gentilini o Borghezio?

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???"Imprenditore di me stesso" ???
Mi sto uccidendo dalle risate....Si perchè lo conosco bene.... Io direi un ........ le persone.... ne avrei da dire... mahhh !
Che tristezza questi "Italiani" all' estero..

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Ci racconti qualche aneddoto.
Anche a me la cosa puzza lontano un miglio.

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Si...si... lo conosco pure io il Carmagnola...

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.....dai dai racconta qualcosa ...mi sembra di conoscere...

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mogli e buoi dei paesi tuoi...domandiamoci xkè in questi paesi come il qatar ci sono due tre sceicchi con le loro corti che comandano e tutto il resto della popolazione è a patire la fame nel deserto?questi sono paesi da evitare,qui ci vanno gli ex calciatori come cannavaro a svernare a fine carriera.stupidi quelli che gli danno i soldi e quelli che pensano di avere un maradona nel loro campionato di beduini...poi sti tre quattro sceicchi vestiti da straccioni invece di adoperare i loro sporchi soldi per migliorare la vita pubblica del loro paese vengono in europa si comprano il manchester city e pagano fior di quattrini quel cammello di balotelli che lo vedrei proprio bene vestito da straccione a pascolare nella savana...diffidate quindi da questi paesi come il qatar dove ci faranno pure i mondiali di calcio nel 2022,dove costruiranno gli stadi nel deserto per poi ridistruggerli una volta terminato l'evento.statevene a casa vostra che l'italia è bella e varia,oppure in qualche altro posto dell'europa che nn sia governato dall'uomo più ricco del paese,portatore insano del conflitto d'interesse.

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Dovrebbero riservare lo stesso trattamento anche a quelli che usano il cellulare in aereo...!!!!! E' vietatissimo eppure se ne fregano e lo usano!!!!!!! E' vietatissimo anche fumare...siano sigarette,sigari,spinelli o sigarette elettroniche...Che fenomeno questo tizio!!!Ed ha anche il coraggio di lamentarsi..ihihihihihih

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...........volo spesso con la stessa compagnia.....
secondo me e' andata in un altro modo ........
.....saluta il tuo amico giornalista.....

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Italiani .... ma che razza di nobili sono questi ????'bho ???
la strada si e' persa ::......per i mari delle filippine ....

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...mancando la controparte l'articolo mi sembra tanto assomigli ad una storiella.... con il lieto fine ?Mi sento preso in giro?

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L'articolo mi sembra raccontare una bella barzelletta....
Non avevo mai sentito storie del genere.
Viaaggiando spesso ho tuttavia necessità di fare uso di inalatori a batteria per esigenze di salute ma nel rispetto assoluto di regole prima di farne uso,avverto l'hostess di questa mia necessità e chiedo come posso muovermi-
La fregiatura di antiche etichette, posizioni oligarchiche di vecchie e superate posizioni non hanno nulla a che vedere con il rispetto di regole oggi in posizione globale di ogni cittadino del mondo.

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mi pare scritto da un compagno di merende

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si perchè chi si va uccidendo con l alcool è una persona non attendibile e sarei pronto a scommetere che con il suo brutto modo di fare avrà sicuramente insultato ho quantomeno mancato di rispetto al personale aereo.............il Marco chi lo conosce lo evita chiedete pure di lui a cebu lo conosciamo fin troppo bene ......

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E' proprio vero che l' arroganza condita con un bicchiere di whisky porta solo in un posto ( a cui prima o poi tutti ci arrivano ).
Avevo sentito parlare delle sue bravate ( ma non pensavo fosse così famoso ).
Questo articolo scritto da qualche suo carissimo amico poi lo porta nel gradino più alto del podio delle persone "famose".

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