I TREVIGIANI PENSANO CHE LA CRISI STIA PASSANDO
Emerge dalla tradizionale ricerca di fine anno commissionata dalla Provincia alle Swg
Treviso - I trevigiani alla fine del 2009 hanno la percezione che la crisi sia ormai giunta al capolinea. Sono decisamente più ottimisti rispetto ad un anno fa. Lo dice “Monitor Marca 2009” l’indagine che da diversi anni la Provincia di Treviso commissiona alle Swg, l’istituto di statistica triestino. Secondo lo studio presentato stamani dal presidente Muraro, quasi il 70% dei trevigiani è convinto che il quadro economico sia migliorato e diminuisce anche la paura di perdere il lavoro: a dicembre 2008 il 53% trevigiani temevano di perdere il lavoro, ora la percentuale è scesa al 34%.
Il dato della disoccupazione, comunque, al di là della ricerca preoccupa i sindacati: è del 7% e sono in aumento i furti commessi per fame. Stando alla ricerca, comunque, nella Marca vince l’ottimismo: solo il 22% ritiene che in futuro la situazione economica della provincia di Treviso potrebbe peggiorare. Nel 2008 il dato era salito al 53%. Muraro, dunque, invita a vedere il bicchiere mezzo pieno e giudica l’indagine lo specchio della società visto che il campione è ampiamente rappresentativo: 1020 gli intervistati di varie età e professioni.
Ma ecco altri dati (l’indagine completa la trovate in allegato). Il 55% dei trevigiani giudica la Marca la provincia delle piccole imprese, il 16% una provincia in continua fase di sviluppo e solo il 20% una provincia in crisi. E la situazione economica della propria famiglia come viene giudicata? Il 7% è molto soddisfatto e ben il 51% abbastanza soddisfatto (il 58% degli intervistati dà un giudizio positivo, mentre la percezione degli italiani scende al 48%).
Sul fronte della sicurezza e della coesione sociale ben il 73% si sente più diviso, cresce l’individualismo, ma scende la paura rispetto alla criminalità: lo scorso anno il 63% degli intervistati aveva detto che la criminalità era cresciuta, ora lo afferma il 37%. Diminuiscono anche le difficoltà a pagare le bollette ad acquistare generi alimentari, a pagare le spese della casa, a sostenere le spese mediche.
Ma se tutto va così bene come mai il 33% degli intervistati prima di fare un acquisto visita più negozi e cerca le offerte, il 23% fà acquisti nei discount e supermercati più convenienti, il 17% ha ridotto i consumi non indispensabili (per esempio alcol e dolciumi), il 12% ha ridotto in generale i consumi? Sul fronte lavorativo ben l’86% dei trevigiani si ritiene soddisfatto del proprio lavoro, addirittura il 47% molto soddisfatto.

Che bello. Allora c’è da chiedersi come mai spesso ci si lamenta con amici e conoscenti della propria situazione lavorativa? Trevigiani brontoloni? Questa domanda non faceva parte del sondaggio! Altro capitolo sono le banche. Nell’anno che ci stiamo lasciando alle spalle ne abbiamo sentite di tutti i colori contro le banche. Imprenditori, piccoli e grandi, arrabbiati perché non veniva loro concesso il credito.
Cittadini infuriati per l’alto costo dei mutui e dei servizi bancari. Sono state praticamente la causa della crisi globale. Dunque sarebbe giusto aspettarsi che il giudizio dei trevigiani sia negativo. E infatti il 56% ha poca fiducia e il 25% nessuna fiducia. Ma se viene chiesto al campione degli intervistati se nel 2009 hanno avuto problemi con le banche, ben l’84% afferma di non averne avuti.
Quindi secondo il presidente Muraro la sfiducia negli istituti di credito è solo un fatto mediatico. Agli intervistati è stato anche chiesto l’intervento prioritario per affrontare una nuova stagione di sviluppo. Secondo il 24% degli intervistati servirebbe potenziare la formazione professionale (nel 2008 lo pensava il 17%), il 15% pensa che sia opportuno favorire la nascita di nuove imprese e il 4% dice anche che è importante favorire l’integrazione degli extra comunitari.
Insomma i trevigiani, per fortuna, stando a questa indagine, affronteranno il 2010 con maggiore ottimismo, il che non guasta di certo. Anche se il pensiero và sempre a tutti quei lavoratori che sono in cassa integrazione, che hanno già perso il lavoro e a quei tanti precari, giovani e meno giovani, che non sanno se tra un mese lavoreranno ancora. Felice 2010 a tutti, comunque.
Documentazione:



23/02/2010
Cosa dicono i lettori
Crisi
Poi: per capire come vanno le cose, basta raffrontare gli ottimistici risultati del sondaggio sulla percezione della crisi con l'andamento della criminalità fotografato nelle tabelle fornite dal Questore nell'articolo che precede, titolato 'A Treviso tentacoli della mafia internazionale'.
Il contrasto tra l'aumento dei furti in abitazioni (26%!), e i furti di generi alimentari, e la percezione ottimistica della crisi e del futuro fornita dalle statistiche è evidente.
I Trevigiani e la Crisi
Le statistiche dimostrano quasi sempre quello che vuole il committente delle statistiche, cioè colui che paga gli 'esperti' che conducono il sondaggio.
crisi
Vi sono decine di fabbriche che chiudono in Veneto e dall'altra parte ,decine di delinquenti che evadono il Fisco portando all'estero i soldi. Gente che possiede di tutto e di piu'tanto, con poco, possono far rientrare parte dei capitali accumulati illegalmente. Ecco spegato il risultato di certi sondaggi.La gente crede a quello che dice la TV schierata.La crisi c'e' e dal prossimo anno pagheremo ancora piu' tasse. Buona fine, governo.
Per me il campione è stato
Per me il campione è stato scelto non benissimo, la sua distribuzione è curiosa, tanto più che certe domande non sono indirizzate all'intero campione ma solo ad una parte.
Per dirne una, l'uso sempre più numeroso di contratti di lavoro non subordinati (i famosi contratti a progetto) rispetto a quelli subordinati (quelli a tempo indeterminato o determinato), che interessano sempre di più i neolaureati, ma non solo, dove sono in quel campione?
Io vedo un 33% di operai+impiegati, ma i contratti a progetto dove cascano? Nel lavoratore autonomo e/o in altro lavoro dipendente? Che messi assieme fanno un 9%.
Bho, non si capisce.
Di queste statistiche dovrebbero farne sempre almeno 2, giusto perchè la gente si renda conto di quanto pochino attendibili sono, visto che in base alla scelta del campione i risultati possono cambiare in modo mostruoso.
E' troppo chiedere 2 statistiche a fine anno? A parità di domande e possibili risposte ovvio.
Quanti da pagare !!!!
Nella foto sono 14 + il fotografo, parlano di problemi importanti, di come spendere + o - bene i soldi dei contribuenti, costano come una fabbrica che produce.
Per quanti anni ancora dobbiamo vedere queste foto !
Penso che il popolo non gradisca vedere tanto spreco !
Ciao
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