09 dicembre 2019

Treviso

Taizé: la rassegna ecumenica europea che attrae centinaia di giovani trevigiani

Davide Bellacicco | commenti |

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Taizé: la rassegna ecumenica europea che attrae centinaia di giovani trevigiani

PRAGA- Sono circa 150 i giovani trevigiani che hanno scelto di inaugurare il nuovo anno partecipando al “Pellegrinaggio di Fiducia sulla Terra”, l’incontro (giunto alla XXXVI edizione) organizzato dalla Comunità di Taizé e che raccoglie la partecipazione di cristiani di ogni confessione provenienti da tutta Europa. La comunità ecumenica, fondata da frère Roger Schutz nel 1940 ed attualmente guidata dal tedesco frère Alois Loser si propone di portare avanti il dialogo fra le Chiese cristiane promuovendo la cultura della riflessione, della preghiera comune, del confronto, cercando di superare dialetticamente le divisioni di natura storica e teologica sorte nei secoli, non rinunciando alla ricchezza delle differenze culturali ma nel contesto di una Chiesa che deve tornare ad essere una.


I meeting di fine anno, nel tempo e in particolare con la caduta dei regimi socialisti dell’est, sono divenuti anche la cartina al tornasole della volontà dei giovani del vecchio continente di perseguire il sogno europeo: a Praga la partecipazione ha superato i 30.000 pellegrini, ed ogni anno l’evento raccoglie un novero di partecipanti sempre più ampio e variegato, cosa che rende particolarmente coinvolgenti tanto le celebrazioni quanto i momenti di festa nelle singole realtà parrocchiali ospitanti, a base di canti e balli popolari e prodotti tipici, con una barriera linguistica ormai assai facilmente eludibile e che non impedisce il ritrovarsi di anno in anno di compagnie di amici provenienti da tutta Europa.


Don Elio Girotto, già Direttore dell’Ufficio per la pastorale dei pellegrinaggi della Diocesi di Treviso, accompagnatore e uno dei responsabili dell’iniziativa sul territorio, spiega le ragioni dell’evento con un “desiderio di ricerca di una comprensione più profonda della fede e della vita della Chiesa”. “È stata l'occasione anche per sperimentare l’ospitalità delle famiglie di Praga e dei dintorni e di incontrare persone che vivono il Vangelo in mezzo alle sfide di oggi. Significa dimostrare la fiducia in chi ti accoglie e in Dio, perché non sai cosa troverai, dove sarai ospitato, ma ciò che si sperimenta e chi si incontra è, alla fine, sempre un dono”. 


Per il prossimo capodanno, appuntamento a Valencia: l’Europa dei giovani, cristiani, uniti, non mancherà di lanciare nuove sfide.


 



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Davide Bellacicco

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