13 dicembre 2019

Nord-Est

Sulle Alpi la maggior parte dei ghiacciai si scioglierà entro il 2100

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Sulle Alpi la maggior parte dei ghiacciai si scioglierà entro il 2100

Sulle Alpi, così come in molte altre parti del mondo, la maggior parte dei ghiacciai si scioglierà entro il 2100: queste icone dei cambiamenti climatici, infatti, contribuiscono già in maniera importante all'innalzamento del livello dei mari e in misura più alta del previsto. Lo afferma uno studio guidato dall'Università di Zurigo e pubblicato su Nature, che ha effettuato nuovi calcoli con i dati già noti: dal 1961 al 2016 i ghiacciai hanno contribuito all'innalzamento del mare con circa 27 millimetri, circa il 30%. "I ghiacciai rappresentano circa il 5% dei ghiacci sul pianeta, il resto è costituito da Groenlandia e Antartide", spiega all'ANSA Massimo Frezzotti, ricercatore dell'Enea e presidente del Comitato Glaciologico Italiano, i cui dati sono tra quelli utilizzati per lo studio. Tuttavia non è semplice stimare la loro perdita di massa e il loro apporto all'innalzamento degli oceani. "Questa ricerca offre un aggiornamento e una migliore stima - aggiunge Frezzotti - basati comunque su conoscenze già note".(

 

I ricercatori guidati da Michael Zemp, infatti, hanno utilizzato dati provenienti da 19.000 ghiacciai e hanno stimato i cambiamenti nella loro massa avvenuti tra il 1961 e il 2016: i risultati indicano che hanno provocato un innalzamento di 27 millimetri. In particolare, il periodo tra il 2006 e il 2016 ha contribuito da solo con circa 1 millimetro all'anno. Questo vuol dire che l'apporto dei ghiacciai ha raggiunto più o meno quello della Groenlandia e ha superato quello dell'Antartide. "I ghiacciai sono un'importantissima risorsa economica, specialmente nei periodi di siccità", dice il ricercatore italiano. "Ormai è noto a tutti che i ghiacciai alpini si stanno ritirando e che il loro scioglimento è accelerato negli ultimi anni. Se le condizioni restano quelle attuali", conclude Frezzotti, "entro il 2100 probabilmente rimarranno soltanto quelli che si trovano oltre i 3.000 metri di quota".

 

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