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SUL G8 BRACCIO DI FERRO TRA ZAIA E GALAN

Galan piccato per non essere stato invitato. E Zaia risponde per le rime

Cison di Valmarino - Zaia e Galan. Galan e Zaia.

Il ministro dell'Agricoltura e il presidente della regione Veneto sono al...carteggio. Per non dire alla frutta. Questa è la (loro) storia.

Luca Zaia, ministro dell'Agricoltura (impegnato nel primo vertice del settore, organizzato in terra trevigiana) il 19 febbraio scorso invita Galan a "fare parte diligente" perché la "sfida" del summit sia "vissuta e vinta con l'energia che rende famosa la Marca in Italia e nel Mondo".

Ovviamente, la lettera a cui ci riferiamo è più lunga, e sostanzialmente contiene un invito ufficiale da parte di Zaia a Galan. Invito che suggerisce a Galan, in quanto governatore del Veneto, ad appoggiare il bell'evento planetario che Zaia ha voluto ospitare proprio in questa regione.

Galan prende tempo, però. E - a distanza di due mesi (il 17 aprile, cioè oggi!) - risponde al ministro Zaia "per esprimere una grande amarezza, visto che altro non mi resta di fronte a un'insensibilità politica e istituzionale senza pari". Galan, in soldoni, risponde al ministro che è piccato, che se l'è proprio presa perché a questo vertice così importante lui non è stato invitato come ospite ma "solo" a un pranzo. E aggiunge che c'è "un'abissale diversità tra cortesia e sgarbo, istituzionalmente parlando".

Il presidente della regione Veneto dunque è risentito perché Zaia l'ha invitato al summit per partecipare a una cena di lavoro. Ma il ministro, interpellando pure il cerimoniere, assicura che i rappresentanti delle istituzioni politiche locali non possono presenziare ai lavori. Che c'è un protocollo, universalmente accettato, che dice dove come e quando un esponente degli enti locali può intervenire a un vertice mondiale: vertice che segue un suo iter, una scaletta predisposta e universalmente accettata.

"Mi spiace - scrive Zaia a Galan nella lettera inviata oggi al presidente del Veneto - che si continuino a cercare pretesti per polemiche che, ancora una volta, non hanno ragione di esistere e non giovano a noi Veneti".

Emanuela Da Ros

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Data di pubblicazione: 17-04-2009
Data ultima modifica: 20-04-2009

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